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  • 23 Nov
    IL BENESSERE DEGLI OVER 65 23 Nov 2017 18:00 to 19:30

    Politiche per l'invecchiamento attivo nel F.V.G. Giovedì 23 novembre ore 18.00 – 19.30 Sala Diemoz via Delle Risorgive PORCIA MODERA Chiara Da Giau Consigliere regionale PD INTERVENGONO Renata

  • 23 Nov - 23 Nov

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DAL FVG A ROMA RACCOLTE ISTANZE IMPORTANTI

Grazie a volontari, militanti e a tutti coloro che hanno garantito buona riuscita dell’iniziativa

“Siamo soddisfatti per la riuscita di un evento non semplice dal punto di vista organizzativo, che ha coinvolto centinaia di persone. Una giornata che non sarebbe stata la stessa senza l’impegno e la passione di decine di volontari e militanti: il patrimonio umano rimane la nostra forza”. Lo afferma la segretaria regionale del Pd Fvg Antonella Grim, dopo il passaggio del treno di “Destinazione Italia” con a bordo Matteo Renzi, dirigenti e militanti del Pd, che ieri ha toccato le quattro province del Fvg.

“Ringrazio innanzitutto le persone che, in ogni tappa del viaggio, hanno voluto esserci, qualcuno anche con spirito critico, ma – osserva Grim - civile e propositivo. La nostra gratitudine va a tutti coloro che, nei rispettivi ruoli, hanno permesso la buona riuscita dell’iniziativa, in piena sicurezza, dalle forze dell’ordine al personale di Trenitalia, dalle realtà che ci hanno ospitati alla stampa che ha seguito tutta la giornata”.

Secondo Grim “abbiamo organizzato l’evento assieme al Pd nazionale con l’idea di ascoltare alcune voci importanti del nostro territorio. Il segretario nazionale ha raccolto molte richieste e istanze del territorio, tutte importanti e concrete, che siamo certi troveranno risposta, in linea con la grande attenzione che i Governi Renzi e Gentiloni hanno riservato in questi anni alla nostra regione. Dalla visita al Porto Nuovo di Trieste ai vivai cooperativi Rauscedo, passando per il Sacrario militare di Redipuglia e la caserma Osoppo a Udine, teatro di un grande progetto di riqualificazione urbana grazie a fondi nazionali, il programma è stato vario e diversificato”.

 

Renzi al Friuli: meno tasse con nuove regole
IL VIAGGIO
TRIESTE «La competizione con Slovenia e Austria è difficile e richiede un pacchetto di misure: l'unica soluzione
è il ritorno a Maastricht per abbassare le tasse da un minimo di 30 fino a 50 miliardi». Questa la ricetta del
segretario nazionale del Pd Matteo Renzi - che ieri ha fatto tappa in Friuli Venezia Giulia con il tour in treno
Destinazione Italia per contrastare la concorrenza dei Paesi limitrofi e la delocalizzazione delle imprese friulane.
«Qui sono state fatte concretamente delle cose ha aggiunto , progetti il di cui effetto sul Pil si vedrà nel medio
periodo». Ad accompagnarlo, fra gli altri, la presidente della Regione Debora Serracchiani, il capogruppo Pd alla
Camera Ettore Rosato e la segretaria regionale Dem Antonella Grim.
LA RIPRESA«Il Friuli Venezia Giulia e il Nordest trainano la ripresa in Italia ha detto Renzi -: siamo partiti dal
Sud, alcune zone soffrono ancora della crisi occupazionale. Poi vieni qua e come è accaduto a Trieste ascolti gli
operatori del Porto e senti numeri straordinari anche per l'autotrasporto e il recupero dei posti di lavoro. L'Italia ha
tutte le condizioni per essere leader e la creazione di posti di lavoro è la priorità assoluta».
Dopo Trieste è stata la volta del Sacrario militare di Redipuglia e del museo della Grande Guerra.
ELECTION DAYAlla domanda se ci sarà un election day, il leader del Pd si è limitato a rispondere: «È un tema
da porre al ministro dell'Interno». E per mantenere il governo del Friuli Venezia Giulia «la vera scommessa è stare
vicino alla gente, parlare di cose concrete e affrontare i problemi reali. Il Pd non deve preoccuparsi delle
polemiche ma stare a lavorare in mezzo alle persone come stiamo facendo».
Sul futuro di Debora Serracchiani neanche una parola: «Ne parleranno domenica pomeriggio», riferendosi
all'assemblea regionale del Pd a Udine. Il capogruppo alla Camera del Pd Ettore Rosato non esclude la strada delle
primarie di coalizione per la successione regionale, mentre le liste del Parlamento «verranno decise dalla direzione
nazionale con un percorso molto partecipato, poi ognuno le chiami come vuole».
«Stiamo lavorando ha concluso Renzi per una coalizione ampia e coesa che punti a governare il Paese, se anche
Mdp è disponibile a costruire un'alternativa a Salvini e Grillo siamo pronti a lavorare con loro senza veti».
La senatrice del Pd Tamara Blazina ha invece incassato dal segretario nazionale la risposta che il Pd «garantirà
l'elezione di un parlamentare della minoranza slovena». A Renzi sono state chieste precise garanzie dopo
l'illustrazione della specificità regionale per la presenza delle minoranze linguistiche.
TRAM E MANDIIl leader del Pd ha firmato la petizione per il ripristino del servizio del Tram di Opicina a
Trieste, fermo da agosto 2016, ma ha anche cinguettato: «Twitter è passato 140 a 280 caratteri ma devo essere
onesto, questo non è merito del governo dei millegiorni».
Piccola lezione di friulano alla Caserma Osoppo: «Mandi significa coraggio in friulano?», ha chiesto Renzi. Una
signora gli ha spiegato che si dice una volta soltanto e che deriva dal latino mani di Dio, però «salutare
pronunciandolo due volte è una presa per i fondelli».
CASERMA OSOPPOGuidato dal vicesindaco di Udine Carlo Giacomello, Renzi ha visitato gli spazi della
caserma abbandonata da 20 anni, al centro di un progetto di riqualificazione con fondi statali: «Un progetto
intelligente (si pensa ad un convitto, all'housing sociale e zone verdi), finanziato per 18 milioni di euro, la Regione
incoraggi i Comuni a fare progettazione». Giacomello ha fatto pressing per ricevere ulteriori risorse e Renzi ha
consigliato di parlare con Maria Elena Boschi. Lo ha raggiunto anche il candidato sindaco Vincenzo Martines, che
si è sentito dire ironicamente: «Un giorno tutto questo sarà tuo».
INVETTIVE A CASARSAScambio di battute con due contestatori in stazione a Casarsa: «Renzi cambia lavoro,
inizia a studiare», gli hanno detto. «A casa? Ci sono già andato. Se sono qui è perché due milioni di persone la
pensano diversamente da lei. Io non mordo, lei morde?», ha replicato ad una donna. Ad avvicinarlo è stato anche
un no Tap suscitando lo stupore di Renzi: «È un problema italiano, le manderò i documenti a sostegno della bontà
del gasdotto». Infine ha promesso di mettere on line i fondi raccolti dal Pd per il terremoto.
Liberamente tratto Da il Gazzettino  GIOVEDI 9 NOVEMBRE 2017 Pagina XI scritto da Elisabetta Batic

 

A Rauscedo spinge Bolzonello: «Un ragazzo di carattere»
L'ASSIST
RAUSCEDO «Bolzonello è un ragazzo di carattere». Una frase che ha il sapore di una benedizione pensando alla
candidatura a presidente alle regionali del 2018 - quella pronunciata ieri sera ai Vivai cooperativi di Rauscedo dal
segretario nazionale del Pd Matteo Renzi accolto dal presidente Alfredo Bertuzzi - dopo la puntata sulla tomba di
Pierpaolo Pasolini a Casarsa, dove ha deposto un fiore.
È stato proprio il vicepresidente della Regione nonché assessore alle attività produttive ad insistere affinché il
leader del Partito democratico potesse vedere e toccare con mano uno dei fiori all'occhiello del Friuli Venezia
Giulia con oltre cento milioni di barbatelle prodotte ogni anno (i vivai sono leader mondiali) e oltre duemila ettari
di superficie coltivata e vitigni. «Qui hai il 50% della cooperazione dell'agroalimentare in Friuli Venezia Giulia ha
detto Bolzonello - e trovi un valore aggiunto straordinario, qui si fa cooperazione vera con la presenza di una
banca (Friulovest Banca, ndr) che rappresenta il territorio».
«SIATE ORGOGLIOSI»«Ci deve essere orgoglio da parte vostra per quello che siete ha detto Renzi scatenando
l'applauso dei presenti nella sala allestita per il breve incontro conoscitivo , la cooperazione seria, fatta bene, è
viva. Siamo davanti ad una realtà che occupa duemila persone e che fattura cento milioni arrivando ad esportare in
trenta Paesi e ha spazi di crescita straordinari», ma soprattutto «l'agroalimentare, i vivai rappresentano il futuro
dell'Italia e richiedono qualche attenzione burocratica in più e investimenti nella ricerca». «Mi porto via la
consapevolezza che qui c'è una storia e che dobbiamo investire con forza in questo settore», ha concluso il
segretario lodando «una banca vera» al contrario di quelle «che hanno fatto finta mangiandosi i soldi dei
risparmiatori». «Per portare avanti il Paese ha aggiunto serve spaccarsi la schiena e lavorare».
L'APPELLOGiorgio Giacomello, presidente di Fedagri Fvg, ha sottolineato: «Qui è la culla della cooperazione,
si fa impresa e internazionalizzazione. Nulla di farlocco, ma bisogna incentivare questo sistema perché lavoriamo
per il mercato ed è quanto di meglio possa esistere».
Liberamente tratto Da il Gazzettino  GIOVEDI 9 NOVEMBRE 2017 Pagina XI scritto da Elisabetta Batic

Renzi lascia al Pd locale la scelta del candidato
Gira la palla a Serracchiani. E lei: non se ne parla prima di domenica
Ma i giochi sembrano fatti per Bolzonello con Iacop che andrà a Roma
Il viaggio del segretario Pd in Fvg comincia all’Autorità portuale di Trieste dove arriva alle 11.30
spaccate su un’Audi fiammante scura, rigorosamente “scortato” dal fido Ettore Rosato. Ad accoglierlo
c’è Debora Serracchiani, con il vicepresidente Sergio Bolzonello, l’assessore Mariagrazia Santoro e
l’europarlamentare Isabella De Monte. Porto di Trieste Nemmeno il tempo dei convenevoli e l’ex
premier si siede al tavolo ad ascoltare i numeri snocciolati da Mario Sommariva. In maniche di camicia,
penna Mont Blanc in mano e block notes griffato Pd, ascolta la relazione, sorride compiaciuto di fronte
ai ringraziamenti per gli 83 milioni di euro versati dal Governo soltanto per gli investimenti e per il
decreto sul Porto Franco, oltre ai 188 milioni di fondi privati destinati al terminal contenitori. Fa
domande, si informa su quanto impiega un treno ad arrivare da Trieste a Monaco e quanto, invece,
occorrere sulla tratta che va dalla Baviera ad Amburgo. Serracchiani ci prova, chiede all’ex premier di
investire ulteriori risorse sulla velocizzazione della Venezia-Trieste per «intercettare un numero
maggiore di crocieristi». Renzi sorride, la invita, bonariamente, a non toccare Venezia o «si scatena il
solito caos», ma è quando gli vengono comunicati i numeri del Porto e dell’indotto che ci ruota attorno
che si lascia andare a una delle sue profezie. «Il Pil italiano sta crescendo – sostiene –, ma lo faràin
maniera molto più significativa in futuro grazie agli investimenti che abbiamo sbloccato
con il Governo dei mille giorni. Lo so che non ci crede nessuno, come in pochi mi davano fiducia in
passato prima di portare ildato del Pil dal -2% al +2%, ma il tempo, come sempre, sarà galantuomo».
Superato l’attimo in cui promettere che lo sviluppodello scalo giuliano diventerà «uno dei nostri temi
chiave del programma elettorale» e arriva il secondo flash per i cronisti. «Quisi viaggia a livelli pre-crisi
– spiega – e probabilmente si ottengono risultati anche migliori rispetto a zone europee confinanti: a
Nordest ce la giochiamo anche con la Germania». Poi via, in stazione centrale, per un primo (discreto)
bagno di folla. Giusto il tempo di firmare la petizione per salvare il tram di Opicina e Renzi parte per
l’Isontino, madurante il viaggio accoglie una delegazione della minoranza slovena guidata da Stefano
Ukmarassicurando – pare – una loro degna rappresentanza in Parlamento. Redipuglia
Ad attenderlo alla fermata di Redipuglia una cinquantina di sostenitori. L’ex premier si infila in auto
anche per il breve tragitto che lo separa dalla stazione al museo della III Armata e qui ricorda come il
suo Governo abbia stanziato «fondi consistenti per il centenario della Grande Guerra che hanno
permesso anche di intervenire sul più grande sacrario italiano e tra i principali europei». Renzi si fa
accompagnare a visitarlo, ascolta la storia, le spiegazioni e si rilassa. Un gruppo di ragazzi ferma il
segretario Pd e gli fa i complimenti per come ha risposto all’intervista di martedì sera su La7: «Sei stato
resiliente», dice uno di loro, «Sarebbe stato più facile con Luigi Di Maio che con i giornalisti » risponde
Renzi e a una signora che gli chiede perché se ne sia andato da palazzo Chigi, risponde: «Me ne sono
andato perché ho perso. È giusto che quando uno perde lasci». «Mi ha trattato malissimo», commenta
subito dopo il segretario Pd scherzando: «cornuto e mazziato».
Diretta Fb e mini-conferenza La tappa successiva porta a Udine. Nel tragitto, però, Renzi si lancia in
una delle sue ormai consuete dirette Facebook. Pretende Rosato e Serracchiani suo fianco, ma anche
due delle NJMMFOOJBMT che ha voluto in direzione nazionale e cioè la “mini- Deb” Elisa Graffi e
l’orlandiana (l’ex premier lo sottolinea con un sorriso parlando di «minoranza interna») Caterina Conti.
«Sono circondato da Fvg» scherza prima di spiegare il senso del suo viaggio in terra friulana. «Non
dimentichiamo il passato, fermandoci a Redipuglia e andando a rendere omaggio alla tomba di Pier
Paolo Pasolini, ma guardiamo al futuro come dimostra il finanziamento da 18 milioni di euro per l’ex
caserma Osoppo di Udine, inserito nel pacchetto per le periferie, e poi tocchiamo Rauscedo con la
produzione di barbatelle». Da qui all’incontro con i giornalisti il passo è breve. Rosato parla di legge
elettorale e coalizioni, Serracchiani blinda la scelta locale rimandando tutto a domenica,

ma l’ex premier, quantomeno, si sbottona (leggermente) quando si parla di economia e del gap che
esiste, fiscalmente, tra Fvg e la coppia Austria-Slovenia. «Abbiamo vissuto una stagione – spiega – in
cui il problema era fareripartire l’Italia e ce l’abbiamo fatta specialmente in alcune zone
come Fvg e Nordest che trainano la ripresa. È chiaro che qui in particolare si sentono gli effetti di realtà
come Austria e Slovenia che possiedono una fiscalitàdi vantaggio. Come si combatte?
Non è esclusivamente un problema di leva fiscale. Serve un pacchetto di interventi che possiamo
ottenere soltanto concretizzando il “back to Maastricht”, cioè operazioni che ci consentano un taglio
sostanzioso delle tasse, da 30 a 50 miliardi, mettendo le risorse al servizio delle aziende». Poi è il
momento dell’incontro con una rappresentanza dei beffati delle banche venete guidata dalla presidente
di Federconsumatori Fvg Barbara Puschiasis cui ha garantito impegno personale, ma certamente –
sarebbe stato arduo per l’ex premier – non l’assicurazione che il fondo-ristoro venga inserito in legge di
Bilancio.

Il messaggero veneto 9 novembre 2017

 

 ARTICOLO SU DESTINAZIONE ITALIA

il Tour del Treno PD riparte da Trieste: il Nord Est in Ripresa

 Il treno Pd è ripartito dal Friuli-Venezia Giulia, da quel Nord Est che sta trainando la ripresa in Italia. Se nelle prime tappe del viaggio tra alcune regioni del Centro Italia e soprattutto in quelle del Sud, il viaggio ha portato a toccare con mano realtà d’eccellenza ma anche di grave crisi occupazionale, qui al Nord Est i dati economici segnalano il ritorno a una situazione pre crisi probabilmente migliore anche di quella di alcune zone limitrofe.

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