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Ritardi e finanziamenti che ancora non si vedono. Sul nuovo ospedale affondo del Pd pordenonese che, attraverso il segretario, Walter Manzon, denuncia lo stato dell’arte. «Come partito di maggioranza nella giunta del capoluogo – sostiene – ci siamo sempre impegnati a non opporre ostacoli strumentali al nuovo ospedale. Ora, però, chiediamo chiarezza sulla reale possibilità di realizzarlo. Vogliamo i fatti – continua – e cioè le risorse necessarie per firmare entro l’autunno l’accordo di programma perché la città e la popolazione di tutta la provincia sono stanche di strumentalizzazioni elettorali e incapacità amministrative». Secondo Manzon «se l’abbandono del progetto di finanza che doveva coinvolgere i privati non può che suonare come una presa d’atto della pericolosa onerosità per il cittadino di tale strada, l’ammissione da parte dell’amministrazione regionale delle difficoltà a trovare a breve i fondi necessari per firmare l’accordo di programma e far partire finalmente i lavori, incalzata dal naturale buon senso delle amministrazioni comunali interessate e dei partiti di opposizione, ci rende particolarmente scettici sulla possibilità che Pordenone e la sua provincia abbiano finalmente un nuovo ospedale. Il Pd vuole che alla sanità venga riservata la dignità di un finanziamento chiaro e trasparente, sul quale non si scarichi la possibilità di una cementificazione dell’attuale sito». La provincia e la città, continua Manzon, «devono vedere garantite le loro necessità sanitarie. Il Pd non vuole assistere senza reagire a un territorio che subisce il sistematico slittamento del progetto dell’ospedale con un livello dei servizi socio-sanitari che rischia di abbassarsi progressivamente. Tutti hanno davanti agli occhi la storia del carcere, per il quale oramai da molti anni l’amministrazione comunale ha garantito tutti gli strumenti possibili, senza però vedere alcun risultato. Il Pd – aggiunge – ritiene che la capacità di gestire i servizi fondamentali e, in generale, il governo responsabile del territorio da parte della maggioranza di centro-destra siano ancora molto lontani da un livello accettabile. Illudere con progetti irrealizzabili perché troppo ambiziosi solo per tornaconto elettorale costituisce un segnale di una politica a basso livello di responsabilità. E’ una politica che sceglie di “usare” il cittadino piuttosto che considerarlo quale obiettivo della sua azione». (ste.pol.)

Messaggero Veneto — 06 luglio 2010 pagina 04 sezione: PORDENONE

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