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Ds e Margherita sono già pronti a fondersi nella stessa "squadra" ma dalla due Civiche arrivano le prime resistenze

I quindici consiglieri pur aderendo (non tutti) al nuovo soggetto politico potrebbero restare fuori
Piena adesione in spirito (anche se non per tutti) al nuovo soggetto politico, ma di smantellare la Civica che in aula conta ben 15 consiglieri, non se ne parla. Di più. Per non "rompere" la squadra con il rischio di creare tensioni interne, l'intera pattuglia del Fiume potrebbe non entrare nel gruppo unico del Partito Democratico. E la stessa strada seguirebbero pure gli eletti negli organismi nazionali e regionali del Pd. È questo lo scenario che si sta prefigurando nel consiglio comunale di Pordenone soprattutto in seguito all'incontro che si è tenuto l'altra sera. In pratica i rappresentanti del Fiume, pur aderendo al Partito Democratico, non avrebbero assolutamente intenzione di destrutturare il gruppo consiliare. Ma c'è di più. Se dal coordinamento regionale dovesse arrivare un tentativo di forzatura la risposta sarebbe unanime: si resta all'interno della Civica. «Il concetto che deve essere chiaro - spiega Vincenzo Romor, anche lui eletto nella costituente regionale del Pd - è che il Fiume è già nel Partito Democratico e lo ha dimostrato chiaramente durante le primarie. Questo non significa, però, che i singoli consiglieri siano costretti a decidere da che parte stare. Siamo pronti a combattere tutte le battaglie insieme al Pd, ma la nostra Civica che in città oramai rappresenta un pezzo del movimento politico e amministrativo, non deve per forza sfaldarsi».


Una soluzione di compromesso, dunque, che però rischia prima di tutto di non piacere a Ds e Margherita che il passo della fusione sono pronti a farlo e che potrebbe anche essere poco capibile per gli elettori del Pd che proprio alle primarie hanno votato (ed eletto) esponenti del Fiume che ora non entreranno nel gruppo unico del nuovo soggetto politico. Ma la strada indicata dal Fiume sarebbe più o meno la stessa che intende portare avanti Vivo Pordenone con unparadosso in più. La capogruppo Francesca Cardin, neo eletta presidente regionale del Partito Democratico, stanicchiando sul fatto di entrare nel gruppo unico. «Sia chiaro - mette le mani avanti - mi riconosco in pieno in questo percorso, ma ci sono delle valutazioni politiche che interessano Vivo Pordenone e che dovremo assolutamente affrontare. Del resto - conclude Francesca Cardin - la nostra Civica ha contribuito alla vittoria di Sergio Bolzonello e ora, visto che anche l'assessore Chiara Mio è stata eletta nella costituente del Pd, rischia di non avere alcuna rappresentanza nell'esecutivo. Ci sono, insomma, ancora tante questioni da affrontare prima di prendere una decisione, non ultima quella legata al fatto che una parte di Vivo Pordenone non ha neppure aderito al progetto del Partito Democratico».

Detto in parole povere Ds e Margherita, sette consiglieri in tutto, potrebbero essere gli unici a fondare il Pd all'intero del consiglio comunale del capoluogo. Non è da escludere che per dipanare la questione possa muoversi lo stesso coordinatore regionale Bruno Zvech con indicazioni chiare, ma - come hanno già avvertito dal Fiume - senza mettere le persone difronte a scelte nette. Anche perchè potrebbero esserci delle sorprese. Non è infine da escludere che a smussare gli angoli ci provi il sindaco Sergio Bolzonello riportando in auge una idea che aveva già espresso: mantenere vive le Civiche e creare due gruppi numericamente simili facendo transitare del Pd solo gli eletti nella costituente. In questo caso si metterebbe anche al sicuro da eventualisgambettiinterni possibili se uno dei due gruppi (Pd o Civiche) fosse numericamente molto più pesante.

Gazzettino - Pordenone
30/11/2007
Loris Del Frate

 

VINCENZO ROMOR

Il presidente del consiglio comunale, eletto nella costituente regionale del Pd, non ha alcuna intenzione di lasciare il Fiume. In aula continuerà a rappresentante la Civica

 

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