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Nel capoluogo accordo lontano
Pordenone: La data indicata dalla scaletta di Walter Veltroni parlava chiaro: entro la fine di novembre dovevano essere realizzati i gruppi unici del Partito Democratico. Invece, se si escludono alcune eccezioni, in gran parte dei consigli comunali l'unione non è ancora stata siglata. In particolare a Pordenone dove il processo di realizzazione del gruppo del Pd rischia di slittare al prossimo gennaio. Ds e Margherita, in verità, sarebbero pronti a fondersi, ma quello che sta rallentando la corsa è la decisione delle due liste civiche che sostengono il sindaco. Di più. Uno dei paradossi è legato al fatto che la stessa Francesca Cardin, neo presidente regionale del Pd abbia messo il piede sul freno.

Come dire, insomma, che allo stato non avrebbe alcuna voglia di entrare nel gruppo unico consiliare, mantenendo alta, invece, la bandiera di Vivo Pordenone. La situazione non è chiara neppure nel Fiume, al punto che la Civica si è divisa in due: c'è chi sostiene che tutti i consiglieri, anche quelli con incarichi nel Pd debbano restare seduti sui banchi a rappresentare la Civica e chi, invece, sostiene che almeno gli eletti nel nuovo organismo politico dovrebbero lasciare il Fiume. Il problema però è un altro: se il Fiume dovesse aprire le porte ai travasi nel Pd correrebbe il concreto rischio che a restare nella Civica siano consiglieri senza un grande carisma politico e quindi non pronti a governare le prossime amministrative comunali anche se ancora lontane. Più o meno lo stesso discorso vale per Vivo Pordenone. In mezzo al guado, in attesa di eventi, sono rimasti però Ds e Margherita i cui gruppi, invece, sono già pronti alla fusione. Non a caso ci sarebbe stata una intesa che appare solida: a diventare capogruppo del Pd in consiglio comunale sarebbe Flora Bomben che gode della fiducia del sindaco Bolzonello, mentre nella segreteria comunale a prendere il timone potrebbe essere Walter Manzon, anche se le Civiche hanno chiesto di avere la maggioranza dell'esecutivo. La mediazione potrebbe essere trovata, seppur con gennaio, su una soluzione che si sta delineando: oltre a Ds e Margherita nel gruppo comunale del Pd entrerebbero Sergio Bolzonello, Vincenzo Romor, Mario Bianchini e Francesca Cardin. Ammesso (e non concesso) che quest'ultima alzi le ancore da Vivo Pordenone.

Centrodestra. È partita da Pordenone, con tanto dibenedizione (laica ovviamente) di Daniele Capezzone, la rincorsa di Renzo Tondo per la candidatura nel centrodestra alla presidenza della giunta regionale. Il tutto è avvenuto l'altro giorno nel corso del dibattito che il Circolo della Libertà e quello del Buongoverno del capoluogo, insieme a Franco Dal Mas, avevano organizzato in città. Oltre a Daniele Capezzone era presente anche Massimiliano Longo, docente di Economia alla Luiss. Il dibattito era incentrato su tasse e sprechi, ma l'intervento conclusivo di Tondo e l'investitura di Capezzone ("per quanto mi riguarda è il miglior candidato per affrontare Illy") hanno di fatto aperto proprio dalla Destra Tagliamento la "scalata" del parlamentare di Forza Italia. In sala Isidoro Gottardo e Paolo Santin: se ne sono andati prima della chiusura. Intanto è arrivato unpremio per il lavoro svolto a Fernando Padelletti: la promozione a coordinatore provinciale dei Circoli della Libertà che fanno riferimento a Michela Brambilla. Anche lui in corsa per una candidatura alle regionali?

Loris Del Frate

Il Gazzettino
16/12/2007


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