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SAN VITO. «Oggi gli ospedali di rete sono strutture snelle ed efficaci perchè vicine al proprio territorio». A prendere posizione, dopo gli interventi dell’assessore regionale Elio De Anna e del consigliere regionale Franco Dal Mas, che paventavano per l’ospedale sanvitese un futuro di struttura per lungodegenti con la concentrazione delle specializzazioni a Pordenone, sono Paolo De Grado, capogruppo del Pd a San Vito al Tagliamento, Francesco Colussi, segretario del circolo del Pd di Casarsa e Fabio Gri, del circolo Pd di Valvasone, Arzene e San Martino.Le strutture periferiche per i responsabili del Pd «grazie agli investimenti e alle riorganizzazioni effettuate in questi ultimi anni, sono correttamente dimensionate per servire in modo capillare tutto il territorio della provincia, rispondendo alle esigenze anche di chi è più lontano, come gli abitanti delle aree montane». Si rileva che se le funzioni degli ospedali del territorio venissero trasferite a Pordenone (il quale, secondo i programmi del centro—destra dovrebbe essere costruito ex novo in Comina), «oltre alla perdita dei servizi nel nostro territorio, si determinerebbe sicuramente un notevole aumento di costi per la realizzazione del nuovo ospedale e il suo mantenimento». «L’eliminazione delle strutture periferiche - si specifica - determinerebbe la fuga dell’utenza verso gli ospedali veneti, con conseguenti trasferimenti dalle casse del Friuli Venezia Giulia a quelle del Veneto per ciascuna prestazione effettuata».Già San Vito al Tagliamento, si afferma, argina la fuga verso Portogruaro. Motivi che spingono il Pd a prendere posizione in difesa degli ospedali del territorio «e per il mantenimento dell’ospedale di San Vito». «Siamo pronti - sottolineano De Grado, Colussi e Gri - a coinvolgere, se sarà necessario, la popolazione e le istituzioni del comune sanvitese». Concordano, quindi, col capogruppo del Pd in Regione, Gianfranco Moretton, secondo cui prima di disegnare possibili scenari sulla sanità regionale, è necessario sviluppare un’attenta mappa dei bisogni, con la predisposizione di un progetto articolato e, successivamente, l’apertura del confronto con tutti coloro che vi hanno interesse. (d.s.)

Messaggero Veneto - PORDENONE

17 agosto 2008

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