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Fine settembre. E’ questo il termine ultimo fino al quale il sindaco di Pordenone, Sergio Bolzonello, attenderà una proposta precisa da parte del presidente della Regione, Renzo Tondo, sul nuovo ospedale. Per adesso si tratta «solo di chiacchiere». Dopo l’esternazione del presidente della Regione, Renzo Tondo, all’assemblea del Rotary, nel corso della quale ha annunciato la volontà di realizzare il nuovo ospedale in Comina, probabilmente nell’area della caserma Monti, e il richiamo del capogruppo del Pd, Gianfranco Moretton, che ha chiesto a Bolzonello un gesto di coraggio bloccando tale iniziativa, il sindaco del capoluogo non ci sta a rimanere compresso tra le due tenaglie della politica regionale e lancia un ultimatum. Un appello che è rivolto proprio al leader del centro-destra in Friuli Venezia Giulia.«Per adesso – afferma Bolzonello – ho sentito solo chiacchiere e parole che si commentano da sole come quelle di Moretton. Attendo da parte del presidente Tondo e del Pdl una proposta concreta sulla quale sono disposto a confrontarmi». Certo l’annunciato slittamento di due anni del tempo necessario per realizzare l’ospedale, se verrà abbandonato il sito di via Montereale, «non è un buon avvio di discussione. In ogni caso – continua – sono disposto a confrontarmi, ma su una proposta concreta. Ogni giorno che passa, però, in questo clima di incertezza, è inaccettabile. Il tempo massimo per poter accogliere una proposta di cambiamento si sta avvicinando».Bolzonello indica anche il limite che non può essere valicato: «Fine settembre, un termine oltre il quale non credo sia giusto andare». La richiesta, pertanto, è quella di ricevere certezze su tempi, finanziamento e sito dove collocare il nuovo ospedale.Il sindaco di Pordenone, durante l’incontro con i giornalisti di ieri (di cui riferiamo più ampiamente nella pagina regionale) ha anche criticato la scelta effettuata dalla maggioranza di centro-destra sul riparto dell’avanzo di amministrazione destinato ai municipi. «Al sistema delle autonomie – afferma – sono stati destinati 22 milioni 730 mila euro in maniera libera (i municipi possono utilizzarli come ritengono opportuno ndr) e 35 milioni 300 mila in maniera vincolata, gran parte dei quali a finanziamento di iniziative sulla sicurezza. Ritengo sia una scelta in antitesi con quella del federalismo, perché annulla la potestà di scelta da parte dei Comuni, in quanto tale inaccettabile». Strategia, aggiunge, «che va nel senso esattamente opposto rispetto a quella della precedente giunta regionale». L’assessore al Bilancio, Chiara Mio, in occasione dell’assemblea delle Autonomie che si terrà oggi, ribadirà il “no” del Comune di Pordenone alle variazioni di bilancio la cui discussione verrà avviata oggi in Consiglio regionale.

STEFANO POLZOT

Messaggero Veneto - PORDENONE

29 luglio 2008

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