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Nonni-vigile non più solo davanti alle scuole a controllare l'entrata e l'uscita degli studenti, ma attenti pure a quello che succede nel territorio e pronti a segnalare eventuali comportamenti sospetti. E insieme a loro ex carabinieri o esponenti di altre associazioni, opportunamente formati dalla Polizia municipale, senza escludere cittadini extracomunitari. L'amministrazione comunale mette le mani avanti («Non si tratta di una rivisitazione delle ronde padane») ma di sicuro la figura dei "rassicuratori civici" contenuta nel progetto sicurezza per il quale viene chiesto un finanziamento di 800 mila euro alla Regione si sovrappone parzialmente, almeno per alcune funzioni, all'idea leghista, partito che non a caso ha voluto che la giunta Tondo assegnasse risorse importanti a questo scopo. La richiesta di contributo è stata deliberata ieri dalla giunta Bolzonello, su proposta dell'assessore al Coordinamento civico Loris Pasut, e, in base alle indicazioni degli uffici regionali, dovrebbe essere finanziata grazie ai fondi erogati dall'ente. I rassicuratori. L'obiettivo è quello di dare vita a squadre di volontari, denominati rassicuratori o mediatori culturali della sicurezza, impiegati sul territorio per il monitoraggio e la segnlazione di situazioni di particolare disagio con compiti di deterrenza a eventuali comportamenti illeciti. Si punta al coinvolgimento dei nonni-vigile, con attenzione soprattutto a donne e bambini. I volontari saranno formati dalla Polizia municipale e dotati di 15 ricetrasmittenti collegate al comando della Polizia municipale e di un'autovettura di servizio. Verranno anche acquistati capi di vestiario, in modo che siano riconoscibili. Presteranno attenzione soprattutto alle scuole, ai parchi e alle zone centrali nei vari quartieri in stretto collegamento con i vigili urbani. La spesa prevista è di 35 mila euro. Sistemi di sicurezza. L'altra novità riguarda in particolare le telecamere che vengono posizionate dai privati. Questi potranno accedere a contributi comunali, che abbatteranno parzialmente la spesa (in tal senso sono stati richiesti 35 mila euro) con priorità agli ambiti privati a uso pubblico. Si pensi, a tal proposito, alla scalinata di via Bertossi, spesso oggetto di vandalismi, o alle aree esterne ai negozi. Telecamere. Alle 17 già installate se ne aggiungeranno, se verrà confermato lo stanziamento di 540 mila euro, altre 26 come da tabella che pubblichiamo in questa pagina. Gli occhi elettronici, oltre a piazze e vie, terranno sotto controllo l'ingresso dell'ospedale, il parcheggio Marcolin, l'ex Fiera e alcune scuole. In questo modo saranno sotto osservazione, nello specifico, zone dove si assiste allo spaccio di sostanze stupefacenti e luoghi di ritrovo particolarmente affollati, dove si sono ripetuti episodi di bullismo. Monitorati pure i quartieri che in passato hanno visto manifestarsi furti e atti vandalici. Illuminazione pubblica. Grazie ai fondi regionali (la richiesta è di 230 mila euro) si punta a migliorare la rete dei lampioni in alcuni punti strategici della città. Garantire piena luce è un deterrente nei confronti di chi vuole perseguire scopi criminali. Le zone interessate sono piazza IV Novembre e i giardini di via Pola, il parcheggio Marcolin, il vicolo che attraversa i giardini di villa Puercini di fronte alla stazione ferroviaria, i sottoportici di piazza Risorgimento, piazza della Motta e vicolo dei Molini e piazza Costantini. «Le zone - si legge nella relazione - sono caratterizzate da edifici adibiti a servizi pubblici, particolarmente frequentati da cittadini rientranti nelle categorie a rischio, ovvero anziani e bambini. Si tratta poi di ambiti caratterizzati da abbondante vegetazione la cui illuminazione limiterebbe il degrado causa di atti vandalici e criminosi».

STEFANO POLZOT

Messaggero Veneto — PORDENONE

30 settembre 2008

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