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Si allarga la rete della videosorveglianza in città, includendo un'area delicata, qual è quella di piazza Costantini, per la quale era stato chiesto l'intervento della Polizia municipale da parte dei cittadini. Oggetto delle preoccupazioni, crocicchi sospetti di persone e il rinvenimento di siringhe.La telecamera, la cui installazione è stata decisa ieri dalla giunta Bolzonello su proposta dell'assessore al Coordinamento civico, Loris Pasut, in via Don Sturzo, è la diciassettesima posizionata in città. Recentemente ne era stata installata una a Villanova, nell'area della "Festa in piassa". Si aggiungono a quelle posizionate alla stazione dei treni, in piazzetta Cavour, piazza XX Settembre, corso Vittorio Emanuele, piazzetta Calderari, piazzale Ellero (nell'area delle scuole Gabelli), viale Trento e piazza Risorgimento (due).Un investimento da 100 mila euro da parte del coordinamento territoriale della Polizia municipale che mette insieme il capoluogo e Roveredo e prevede l'installazione di 15 telecamere, incluse le ultime due. In città i siti che saranno prossimamente coperti sono quelli dei cimiteri di Torre e Cappuccini, oltre alla piazza del primo quartiere, al piazzale del Sacro Cuore, all'area dietro la piazza di Rorai, in largo Cervignano e a Vallenoncello. Il cervellone che controlla la rete si trova nella sede del Comando della Polizia municipale, che, a sua volta, è protetta da un sistema sofisticato di videosorveglianza per evitare l'ingresso di intrusi. Un computer aziona i singoli impianti e li coordina. Il pc è collegato a un megaschermo su cui è possibile vedere le immagini filmate da tutti gli occhi elettronici in contemporanea, o zoomare su ciò che vede una sola telecamera. La programmazione viene fatta dalla Polizia municipale, che sceglie il tempo di percorrenza - le telecamere infatti hanno una visione a 360 gradi - e i punti su cui, eventualmente, far soffermare i dispositivi. Se un'auto scappa, attraverso la segnalazione delle forze dell'ordine, le telecamere possono rintracciare la targa, oltre che il veicolo. Se i cittadini chiamano per un ingorgo, inoltre, forniscono un quadro esatto della situazione. Le immagini vengono custodite per una durata massima di 72 ore: dopo vengono cancellate. Se si consuma un reato, la magistratura può chiedere di acquisire subito le immagini o prolungare la registrazione rispetto ai tempi ordinari. (ste.pol.)
Messaggero Veneto - PORDENONE
15 luglio 2008

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