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L‘Acqua per le citta’ – rispondere alla sfida urbana’: questo il titolo dell’edizione 2011 della Giornata mondiale dell’acqua, il 22 marzo con sede principale a Cape Town. Uno slogan, quello dell’iniziativa delle Nazioni Unite, che lancia un campanello d’allarme: l’oro blu sara’ sempre piu’ conteso all’interno di citta’, ormai sempre piu’ affollate. ‘’La sfida delle acque urbane deve essere riconosciuta per quello che realmente e’: una crisi di governance, politiche inadeguate e cattiva gestione, piuttosto che una crisi dovuta alla scarsita’ della risorsa’’, spiega nel suo messaggio Joan Clos, sottosegretario generale delle Nazioni Unite. ‘’Abbiamo bisogno di puntellare la sicurezza idrica contro i problemi dell’inquinamento e del cambiamento climatico – prosegue Clos – Abbiamo bisogno di idee innovative e buone pratiche da attuare’’.

In italia come PD siamo sicuramente preoccupati per le inziative di questo Governo che mette a
rempentaglio questo bene primario. Il Partito Democratico ritiene che il servizio idrico e quindi l’acqua non sia un bene di rilevanza economica,
non sia un bene che debba sottostare alle leggi del mercato, ma vada garantito come un diritto di tutti,
per questo abbiamo promosso la raccolta firme del forum italiano dei movimenti per l’acqua che punta a
partecipare alla battaglia referendaria per abrogare tutte quelle norme che hanno consentito e garantiscono la
privatizzazione dell’acqua in Italia.
Dal giorno in cui è iniziata la raccolta di firme, moltissime realtà locali del PD, anche a Pordenone,
spontaneamente ha aderito alla raccolta impegnandosi sul campo al fianco di movimenti, associazioni e
cittadini.
Pertanto faccio mie alcune considerazioni dei democratici per l’acqua
http://pdacquapubblica.wordpress.com/
Il 15 giugno 2011 gli italiani sono chiamati al voto su 4 referendum: nucleare, legittimo impedimento e i 2
referendum contro la privatizzazione dell’acqua.
Ritengo che il PD si debba battere con i cittadini per raggiungere il quorum e per la vittoria di 4 SI.
Potrei liquidare la discussione sottolineando come anche il modello di gestione mista pubblico/ privato ha
mostrato tutti i suoi limiti proprio nella incapacità di attrarre gli investimenti privati. Limite che è dovuto
all’enorme divario tra necessità e possibilità. È stimato che gli investimenti necessari al sistema idrico
italiano sarebbero di 60 miliardi di euro.
Sottolineando come sarebbe difficile trovare un privato che ha la possibilità di investire cifre di questa
entità. Ma anche se si trovasse certamente non lo farebbe per spirito civico ma per ottenere un rendimento
adeguato attraverso la tariffa, come del resto prevede la legge esistente. La bolletta è l’unica base possibile
per finanziare l’enorme mole di investimenti necessaria nei prossimi anni.
Qualcuno dovrebbe quindi spiegare per quale motivo gli utenti ed i consumatori in aggiunta al costo
degli investimenti dovrebbero farsi carico di remunerare anche l’utile dell’azionista. Si dice che questo
assicurerebbe una maggiore efficienza di gestione e tutelerebbe meglio i consumatori.
Mi permetto di dubitarne. In situazioni di monopolio naturale come l’acqua una logica privatistica è più
facile che produca effetti distorsivi che maggiore efficienza o tutela. Efficienza e tutela che sono necessari.
Basti pensare al pericolo che il privato per ottenere un risultato economico tagli la manutenzione degli
impianti.

(da aggiungere nel comunicato per il circuito all’interno del Partito.)
Colgo l’occasione per ringrazio l’amminstrazione Bolzonello e il PD, per la fiducia che hanno riposto in me
nel ricoprire l'incarico di Presidente di HydroGea S.p.A.
HydroGea S.p.A. è la società, nata ad inizio 2011, con il compito di gestire in una ventina di comuni della
Provincia di Pordenone, tra cui il capoluogo, il ciclo integrato delle acque.
HydroGea è una società cosi detta “in house” interamente a capitale pubblico e soggetta all’attività di
direzione e coordinamento da parte del comune di Pordenone che possiede il 97 % del capitale sociale.

Giovanni Dean
Presidente HydroGea

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