A volte i segnali arrivano dalla base ed è forte quello che giunge dalla circoscrizione Nord. I consiglieri eletti nella Margherita, nei Democratici di sinistra e in Vivo Pordenone hanno deciso di abbandonare le etichette di appartenenza e di costituire, nel parlamentino di quartiere, il gruppo unico del Partito democratico.

Così se in consiglio comunale le adesioni sono ancora sofferte, a livello di quartiere gli indugi sono stati rotti. Così, con una comunicazione ufficiale inviata, oltre che alla circoscrizione, anche al sindaco, Sergio Bolzonello, e all’assessore al Decentramento, Loris Pasut, Marco Colladon, Clara Pasut, Walter Sedran e Sandro Vidotto (eletti nella Margherita), Roberto Martin, Vincenzo Marano e Claude Renè Monbaron (Democratici di sinistra) e Gabriella Forniz (Vivo Pordenone) hanno deciso di riconoscersi nel Partito democratico. «Questa scelta – scrivono – non è frutto di imposizione, ma è stata condivisa da tutti e ci vedrà affrontare il futuro uniti sotto un solo simbolo. Una scelta che vuole essere un piccolo segno di semplificazione del sistema politico in Italia che speriamo possa arrivare in tutti gli organi amministrativi del Paese». Se è pur vero che nell’assemblea municipale il Pd è stato costituito, in realtà è monco per l’apporto delle civiche. Due consiglieri su tre di Vivo Pordenone (Bruno Zille e Salvatore Averna) hanno deciso di mantenere la propria autonomia, a differenza di Francesca Cardin, mentre gli esponenti del Fiume che hanno partecipato alla costituzione del Pd, dal sindaco a Vincenzo Romor, passando per Maria Giordana Panegos, Nisco Bernardi, Mario Bianchini e Piervincenzo Di Terlizzi, hanno scelto di non confluire nel gruppo unico.

di STEFANO POLZOT

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