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Il lavoro dei nostri Consiglieri a Pordenone

Il modello scelto è stato, come si è detto sopra, quello della città di Bologna. La particolarità del documento è che riprende quasi tutti i principi presenti nell’articolato bolognese. Il principio di sussidiarietà è supportato dal fatto che il Comune si impegnano ad agevolare e a dare visibilità alle azioni di rigenerazione dei beni comuni urbani intraprese dai cittadini. Il testo prevede inoltre, sempre a sostegno dei cittadini attivi, delle agevolazioni amministrative, in relazione alle procedure che i cittadini dovranno affrontare per l’ottenimento dei permessi necessari. Queste facilitazioni possono ad esempio consistere nella riduzione dei tempi dell’istruttoria o nella semplificazione della documentazione da presentare.

 


 

IL Messaggero Veneto Sabato 21 febbraio 2015 Pagina 26

Il consiglio prepara il regolamento per rigenerare orti, aiuole e vecchi edifici

Sembra facile ma non lo è: troppe carte e autorizzazioni imposte per legge Beni comuni, i cittadini diventano protagonisti

Mettere i beni pubblici – che sia un’aiuola, un vecchio edificio dismesso o un terreno incolto – a disposizione dei cittadini. In modo che questi, in collaborazione con il Comune, possano sistemarli, rigenerarli, restituirli alla comunità tutta. Suggestivo? Senz’altro, specie nell’epoca in cui la burocrazia comunque continua a ostacolare le idee. Le forze di maggioranza, partendo dal regolamento adottato a Bologna, hanno provato a superare i «no se pol» e, come spiegato ieri in conferenza stampa, hanno elaborato una bozza di documento che, una volta arricchito e approvato dal consiglio comunale («attraverso una commissione che sarà aperta a tutte le forze politiche» ha evidenziato il consigliere Marco Salvador del Fiume), renderà operativo «il principio di sussidiarietà già stabilito dall’articolo 118 della Costituzione» ha rimarcato l’assessore Flavio Moro. L’assessore con la collega Martina Toffolo, Salvador e l’aiuto prezioso del segretario Primo Perosa ha partecipato alla stesura della prima bozza che è stata condivisa e arricchita da Fiume, Pd, Vivo Pordenone e anche dal Ponte «nel segno di un percorso che mostra la maturità della maggioranza – sottolineaa Fausto Tomasello – e che vuole fare dei cittadini non degli utenti ma soggetti attivi». Coinvolte associazioni, ma anche singoli cittadini, ha rimarcato Nisco Bernardi. Cosa si potrà fare? Ritinteggiare le scuole e fare lavori di manutenzione come già avvenuto all’istituto comprensivo sud (come ha raccontato Silvia Burelli) o sistemare un vecchio muretto per trasformarlo in un bellissimo mosaico (esperienza di Nuove Tecniche proprio in largo Cervignano, luogo scelto per presentare l’iniziativa). Anche gli orti di via Bertossi del “ballo della scrivania”, ricordati dall’assessore Moro, sono nati con questo spirito. «Il regolamento nasce per aggregare – ha ricordato Salvador – e facilitare queste e molte altre esperienze. Questa potrebbe essere la strada per rivitalizzare i quartieri e il ruolo delle circoscrizioni». Tra le nuove idee in cantiere quella degli scout di Villanova per sistemazione del prefabbricato di via Pirandello (presentato da Antonio Pavanello e Davide Moro) e due suggestioni che arrivano dall’amministrazione: «La creazione di un’area barbecue ai laghetti di Rorai, gestita dalle famiglie – ha detto l’assessore Martina Toffolo rilanciano l’idea del sindaco – e la riqualificazione del vecchio Battiferro al laghetto San Carlo. Ogni anno il Comune elaborerà un piano, che va di pari passo con quello delle alienazioni, con i beni da mettere in condivisione». Il regolamento sarà sperimentato per un anno. «Questa è la partecipazione autentica» ha suggellato il sindaco Claudio Pedrotti. Intanto dall’opposizione Emanuele Loperfido (Fdi) annuncia la richiesta di «un tavolo che deve coinvolgere le imprese, i cittadini, il terzo settore». (Martina Mila)

 


 

Il Gazzettino Sabato 21 febbraio 2015 Pagina II

Un patto anti-burocrazia, volontari all’opera per sistemare i beni comuni

PORDENONE - I commercianti di vicolo delle Acque che si sono impegnati a riqualificare l'area hanno rischiato di dover pagare la tassa per l'occupazione di suolo pubblico per i loro pouf. I genitori che hanno tinteggiato le aule della «Terzo Drusin» hanno dovuto risolvere il problema della copertura assicurativa. La cooperativa Nuove tecniche e l'Avis hanno fatto i conti con la doppia competenza di Comune e Ater su un muretto di largo Cervignano da decorare con un mosaico. Le iniziative dei cittadini possono essere una delle strade per il rilancio della città, ma si scontrano spesso con la burocrazia. Nasce così - e da una modifica all'articolo 118 della Costituzione che ne impone la stesura - la bozza di Regolamento sulla collaborazione fra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani che il Consiglio comunale intende proporre alla Giunta e che dovrebbe ottenere l'approvazione anche di alcune forze politiche di opposizione. «In città - spiega Marco Salvador (Il Fiume) - è aperto il dibattito sulle mille ricette per il rilancio del territorio: questo è un contributo piccolo, ma pensiamo che l'aggregazione sociale possa essere una delle medicine». Molte iniziative che in città sono state realizzate avrebbero potuto essere agevolate dal nuovo Regolamento. Lo scopo, spiega l'assessore Flavio Moro, è di rendere il fenomeno virale. «A innescare tutto - continua - è stata l'operazione de Il ballo della scrivania, che ha presentato il progetto dell'orto condiviso in via Brusafiera». Ma altri sono i progetti in cantiere, come quello del gruppo 9 degli Scout, che pensa a sistemare l'area verde intorno al prefabbricato di via Pirandello e al Comune chiede i semi per il prato, i ferri gialli a U per tenere lontane le auto e tutte le autorizzazioni necessarie. «L'amministrazione si prende inoltre l'impegno - aggiunge l'assessore Martina Toffolo - di affiancare ogni anno al piano delle alienazioni una revisione dei propri beni non adeguatamente utilizzati da proporre alla gestione comune. Un possibile esempio è quello dell'edificio comunale che si trova accanto ai laghetti di Rorai ora abbandonato». Ulteriore possibilità è poi quella di una banca del tempo e delle competenze per le iniziative pubbliche. Non mancano tuttavia le critiche: «Benissimo la possibilità di delegare l'utilizzo dei beni e delle strutture urbane a soggetti terzi - precisa Emanuele Loperfido (Fratelli d'Italia) -, ma questo solo una volta individuate finalità per l'utilizzo dei beni comuni».

Lara Zani

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