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Il lavoro dei nostri Consiglieri a Pordenone

prefetturaPordenone lotta per mantenere la Prefettura.

La mozione del consigliere Franco Dal Mas (Forza Italia) è stata emendata dalla maggioranza e accolta all'unanimità.

L’esame del documento era stato avviato nella seduta del Consiglio il 9 febbraio scorso con la presentazione da parte del consigliere Franco Dal Mas.

Era poi intervenuto il sindaco Claudio Pedrotti, rendendo noto l'invio di una lettera al ministro dell’Interno Angelino Alfano per invitarlo a nominare il nuovo prefetto di Pordenone.

Il primo cittadino aveva inoltre manifestato la necessità di affrontare tematiche legate ad altre istituzioni che si vorrebbero ridimensionare o accorpare: l’Unione Industriali, la Camera di Commercio, l’Università e anche l’Associazione Artigiani. 

Ecco il testo dell'emendamento della mozione n.1 del 21 gennaio 2015, proposto dai consiglieri delle forze di maggioranza (PD, Il Fiume, Vivo Pordenone).

Dopo le parole "un tanto premesso" sostituire l'intero periodo nel seguente: "Si impegna il sindaco anche nella qualità di Presidente della Provincia di convocare l'Assemblea dei Sindaci, le categorie economiche e le forze politiche tutte per il tramite dei parlamentari eletti nella circoscrizione Friuli Venezie Giulia e dei consiglieri regionali eletti nelle cricoscrizione di Pordenone ed esperie ogni azione utile al mantenimento nel territorio delle peculiarità Amministrative, Istituzionali ed economiche".

Vivo Pordenone, Roberto Freschi - Il Fiume, Mario Bianchini  - PD, Fausto Tomasello

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Ecco come i giornali locali documentano l'attività del Consiglio comunale.

Il Gazzettino - 18 marzo 2015

VERTENZA TERRITORIALE Il documento della minoranza modificato da un emendamento e approvato da tutti

Prefettura, il Consiglio unanime sulla difesa

PORDENONE - Sul rischio della chiusura della Prefettura il Consiglio comunale di Pordenone ritrova l’unità di intenti. È stato infatti unanime il voto - nel corso della riunione consiliare di lunedì, dopo la bagarre sui calzini regalati al sindaco dal consigliere Ribetti - di approvazione della mozione (nel corso della penultimo Consiglio c’era stato un emendamento dei gruppi della maggioranza) con la quale si chiede il mantenimento dell’ufficio del governo a Pordenone.

Il documento era stato presentato alla fine del mese di gennaio dai consiglieri di Forza Italia (Franco Dal Mas, Francesco Giannelli, Walter De Bortoli e Andrea Cabibbo) e paventava il rischio di chiusura degli uffici governativi con le rischiose conseguenze per il territorio.

"È forte la preoccupazione - si legge nel documento che ha ricevuto l’okay da parte di tutti i gruppi consiliari - per la paventata chiusura dell’ufficio territoriale del Governo-Prefettura, con la conseguente automatica chiusura di tutti gli uffici provinciali, a competenza generale, delle forze dell’ordine, nonché degli uffici provinciali degli altri ministeri (Agenzia del Territorio, Agenzia delle Entrate, Dogana)".

"Senza considerare - si prosegue - i riflessi in ordine alla sicurezza di questo territorio anche alla luce di nuovi e crescenti preoccupazioni dei cittadini, nonché ulteriori disagi ai cittadini- utenti per l’adempimento di quotidiane pratiche burocratiche". 

Nel documento si evidenzia, inoltre, la necessità della Prefettura anche legandola alla presenza della Base Usaf più importante d’Europa. La mozione chiedeva poi al sindaco un impegno diretto al fine di coinvolgere il territorio sulla battaglia per il mantenimento dell’ente.

"Si impegna il sindaco e l’amministrazione comunale ad esperire ogni azione utile, di concerto con la Regione Friuli Venezia Giulia e le forze politiche, per il tramite dei parlamentari eletti nella circoscrizione del Friuli Venezia Giulia, affinchè il Governo mantenga il proprio ufficio territoriale-Prefettura nella città di Pordenone".

Prima del voto è intervenuto il sindaco Pedrotti che ha illustrato il percorso intrapreso già nelle settimane scorse a difesa dell’ente e per evitare un declassamento territoriale. "Sono state inviate due lettere - ha spiegato Pedrotti, anche come presidente della Provincia - al ministro dell’Interno Angelino Alfano. Abbiamo ricevuto informalmente la garanzia che il 'dossier Pordenone' è all’attenzione del ministro. Anche se una risposta formale alle lettere non è ancora pervenuta".

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Il Messaggero Veneto -  Mercoledì 18 marzo 2015 

Dopo le polemiche sui calzini a Pedrotti, si trova l’intesa sul rilancio del territorio. Nel dibattito sulla riorganizzazione, Pordenone spinge per l’Uti unica provinciale

Prefettura, consiglio unito ma Alfano snobba la città

Forze politiche unite per chiedere il mantenimento della Prefettura – intesa come insieme degli uffici e dei servizi che garantiscono la presenza dello Stato nel territorio – e uno slancio per il futuro di Pordenone.  

Il consiglio comunale, dopo la scena non proprio edificante sui calzini regalati a Pedrotti, ha ritrovato la bussola e votato all’unanimità (con tanto di emendamento presentato dal leghista Piccinato) la mozione presentata dal consigliere di Forza Italia Franco Dal Mas. Non solo, ha rafforzato l’invito al sindaco Pedrotti a farsi sentire – attraverso la presidente Serracchiani – con il ministro Alfano.A mesi di distanza dalla lettera inviata per chiedere la nomina di un prefetto, il ministro non ha inviato alcuna risposta.

Roberto Freschi (Vivo Pordenone) nel ricordare che già nel 2012 aveva presentato una mozione per discutere del rischio declassamento, dopo la chiusura della sede della Banca d’Italia (mozione che poi ha dovuto ritirare perché “superata” e mai discussa) ha ricordato il fermento e il desiderio di partecipazione che il territorio sta mostrando.

Ha spronato la politica a saper raccogliere gli stimoli e esortato il sindaco a proseguire nel "negoziato con la Regione" che riguarda il ruolo che Pordenone avrà in un’ottica generale di  riorganizzazione. E ha aggiunto: "La nuova caserma dei carabinieri ci ha vincolato con il patto di stabilità. Attenzione ora a non perdere il presidio".

Intanto continua il pressing sul Alfano. "Qui è un porto delle nebbie. Non riusciamo a essere incisivi. Ma la ricevuta di ritorno da Alfano è arrivata? – ha detto ironico Andrea Cabibbo (Forza Italia). Meglio che faccia una telefonata la Serracchiani. Si coinvolgano tutte le forze politiche: manca il coraggio di andare oltre le segreterie dei partiti". E Mara Piccin ha aggiunto: "La Serracchiani telefoni al ministro, si faccia dire da Alfano cosa intende fare. E’ grave che nessuno abbia risposto a sua lettera".

Nella parte finale della riunione, il vicesindaco Renzo Mazzer si è detto pronto a presentare al consiglio la sua ipotesi di Uti unica.

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