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Il lavoro dei nostri Consiglieri a Pordenone

La presentazione di una nuova Giunta Municipale, così come quella di una qualsiasi squadra prima dell’avvio del campionato, è un evento caratterizzato da un’atmosfera positiva, carica di attese.
Un momento di soddisfazione per i suoi protagonisti, che non è piacevole guastare soprattutto se tra questi vi sono avversari politici che si conoscono da molto tempo, meritano rispetto per il loro impegno e un sincero in bocca al lupo per la nuova entusiasmante avventura.


Tuttavia la dialettica democratica concorre a promuovere il bene della comunità e un’opposizione seria e responsabile deve esercitare sin da subito la sua funzione, volta a mettere in luce eventuali limiti e contraddizioni delle decisioni assunte dalla maggioranza.
Rispetto ai fatti di casa nostra, corre dunque l’obbligo di evidenziare che già con il suo primo atto amministrativo il Sindaco Ciriani ha tradito una delle promesse solenni fatte durate la campagna elettorale:

tra i componenti del suo esecutivo, infatti, non figura Alessandro Basso, retrocesso nel ruolo di consigliere delegato all’Istruzione.
Data l’importanza di preparare in modo adeguato le giovani generazioni al futuro, di essere a tempo pieno a disposizione del mondo della scuola per far fronte con rapidità e competenza a tutte le sue innumerevoli necessità, la materia meritava di essere trattata da un assessore a tempo pieno e non certo di essere penalizzata da una soluzione di ripiego dettata dalla necessità di "dare un’equa rappresentanza alle forze politiche".

Che dire poi del connubio francamente incomprensibile tra cultura e sanità?

I pordenonesi sono diventati, nei quindici anni di governo del centrosinistra, molto accorti ed esigenti in merito alla qualità delle proposte culturali garantite a Pordenone. Chissà se la nuova giunta riuscirà a mantenere i 100 eventi settimanali attualmente in calendario. Ce lo auguriamo.

Una considerazione a sé merita la questione delle quote rosa. L’impressione assolutamente sgradevole. È che la presenza di quattro donne in giunta sia stata vissuta dal neo sindaco Ciriani solo come un obbligo e non come un’imperdonabile opportunità di rinnovamento politico, al punto di dover ricorrere a un innesto da fuori pordenone. Davvero non c’erano donne pordenonesi all’altezza del compito?


Le motivazioni  espresse in conferenza stampa dal neo Sindaco per giustificare la composizione della Giunta, che non rappresenta certo una sorpresa per un cittadino accorto, sono in palese contraddizione con il “no al manuale Cencelli” che lo stesso Ciriani aveva esclamato solo qualche giorno fa in piazza Municipio, mentre stava festeggiando la vittoria assieme ai suoi sostenitori.
Quella segnata dalla presentazione di un esecutivo “normale”, lontano dall’eccezionalità del sogno proposto in campagna elettorale, è dunque una falsa partenza cui speriamo seguano presto dei primi atti concreti in favore della città.

 

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