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A un anno dall’insediamento della giunta Ciriani a governare il comune di Pordenone, è il momento di puntare i riflettori sulla gestione della cultura nella nostra città. Della parola cultura in molti si sono riempiti la bocca in questi mesi, ma il futuro ci riserva un grande punto interrogativo.

Partiamo dalla considerazione che questa amministrazione ha spinto molto sugli eventi popolari, e riconosciamo che è giusto anche promuovere questo tipo di appuntamenti.
Quando si parla di cultura, però, bisogna pensare a un concetto ben più ampio. E quindi chiediamo quali strade abbia deciso di prendere la giunta Ciriani sulle politiche culturali, dal momento che i segnali che vediamo sembrano essere piuttosto confusi.
La polemica di questi mesi tra Amministrazione da un lato, e artisti pordenonesi che non si sono visti riconoscere dal Sindaco competenze e prestigio dall'altro, hanno portato l'opposizione in consiglio comunale a ribadire la propria contrarietà al cospicuo finanziamento che Ciriani ha assegnato a un musicista pordenonese per il suo concerto di chiusura dell'estate in città. Una cifra esosa, che avrebbe potuto essere suddivisa per coinvolgere e includere nella produzione culturale anche altri rinomati artisti pordenonesi.
Oltre a ciò, preoccupa la ventilata ipotesi di smantellamento della rete museale. Le affermazioni sull' immaginario scientifico e sula galleria Pizzinato non fanno capire molto bene quale sia la linea progettuale dell’amministrazione, e per questo come Partito Democratico siamo pronti a metterci in gioco per contribuire a definire una strategia che faccia crescere la città.
Tralasciando le uscite di chi pensa che la nostra sia una “definizione snob” di cultura, pensiamo che serva un’offerta a tutto campo. E che i fondi vadano erogati con equilibrio tra le varie forme espressive e tra i vari tipi di eventi.
Ci auguriamo quindi che, dopo un anno, la Giunta Ciriani esprima una progettualità culturale più ampia e organica di quanto finora dimostrato.

La delibera con cui il CIPE ha stanziato 18 milioni di euro per realizzare opere utili rendere la nostra città più vivibile e attrattiva non giunge inaspettata.
Più volte, infatti, nei mesi scorsi è stato annunciato che progressivamente tutti i 120 progetti inclusi nel “Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie” sarebbero stati finanziati.
Se anche quello presentato dal Comune di Pordenone, classificatosi all’85° posto della graduatoria, potrà essere attuato il merito non è solo della tempestività con cui l’Amministrazione ha confezionato una proposta ammissibile riciclando molti interventi ideati dalla Giunta Pedrotti, ma soprattutto del Governo sostenuto dal Partito Democratico che, con uno sforzo economico non indifferente, ha voluto soddisfare tutte le istanze, comprese quelle non pienamente aderenti alla filosofia del bando.

messa

 

Di fronte alle numerose perplessità e contestazioni che in queste ore vengono sollevate da tanti cittadini sull'opportunità di questa scelta, il Sindaco Ciriani e il Consigliere delegato Basso non si fermano neanche un attimo e ribadiscono la decisione.

Quindi, giovedì 29 settembre Pordenone sceglie di affidare a una cerimonia religiosa l'avvio di quella che dovrebbe essere la più inclusiva delle esperienze per i nostri bambini e ragazzi: la scuola. Ma non sarà così giovedì, perché se sicuramente ci saranno studenti che seguiranno volentieri la messa, molti altri non ci andranno per scelta, altri ancora non capiranno il senso di quell'esperienza semplicemente perché di fede diversa.

Ieri, in consiglio comunale, i consiglieri del Partito Democratico hanno difeso il diritto al dibattito politico. Per questo hanno votato contro il regolamento che vuole ridurre i tempi degli interventi dei consiglieri. — con Fausto TomaselloMarco CavallaroNicola ConficoniAntonella Delben eDaniela Giust

 

hydrogea

Passo indietro in Hydrogea: più posti e più costi della politica, pagati dagli utenti con la bolletta del servizio idrico integrato.
Interrotto il percorso virtuoso che negli ultimi anni aveva visto i soci optare per un Amministratore Unico e ridurre la sua indennità a 24.000€ annui.

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