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Il punto della situazione è stato fatto proprio nel giorno in cui il parcheggio pubblico di via Montereale ha chiuso per essere ampliato.

L'apertura del cantiere è un ulteriore passo avanti verso la realizzazione delle strutture che avverrà senza consumare suolo e ricorrere a capitali privati da remunerare.

Se il tessuto urbano verrà rigenerato, quello economico vedrà valorizzata una realtà che impiega centinaia di lavoratori e attrae in città moltissimi utenti.

Un'operazione da 170 milioni di euro che costituisce una occasione di sviluppo sostenibile per #Pordenone e contribuisce a rilanciarne il ruolo di capoluogo: venuta meno la provincia, il nuovo ospedale a valenza regionale sarà uno degli elementi che continuerà ad identificarci come riferimento per il territorio.

Poiché entrambe le soluzioni proposte presentano pro e contro, in questi anni molto si è discusso sul sito ove edificare il nosocomio.

Nel momento in cui l'entrata in scena delle ruspe attesta in modo inequivocabile che non si può tornare indietro, è insensato continuare a rivangare il passato dividendosi ancora tra sostenitori della Comina e di via Montereale.

Assodato che avremo a disposizione un nuovo contenitore moderno e funzionale, sarebbe decisamente più utile confrontarsi su come rendere il contenuto sempre più all'altezza delle aspettative.

Ad essere al centro della discussione, però, ora sono comprensibilmente quei disagi che qualsiasi grande cantiere porta con sé.

Addossarne la responsabilità alla Regione non è certo stato un bel gesto da parte del Comune che potrebbe invece organizzare una assemblea pubblica cui invitare tutti gli interessati per illustrare le fasi del cantiere.

L'attenzione all'impatto delle novità provvisorie si deve comunque accompagnare ad una riflessione sull'assetto definitivo della viabilità cittadina.

La costruzione del nuovo ospedale, infatti, impone di adeguare il tratto della SS13 prossimo alla struttura.

Per rendere più fluida la "Pontebbana" e limitare l'inquinamento, vanno consolidati e attuati anche altri interventi lungo l'importante e trafficata arteria stradale.

E' inoltre condivisa la necessità di risolvere tempestivamente il nodo costituito dal ponte Meduna.

Vi è dunque l'opportunità di definire un disegno organico cui tutti gli interventi da attuare siano coerenti.

Il progetto complessivo deve altresì tenere conto della volontà manifestata dal Sindaco di rivedere il Piano Regolatore e quello della Mobilità approvati dalla precedente Amministrazione, superando il quadro finora immaginato.

La necessità di alleggerire il "ring" cittadino, infatti, è strettamente legata non solo alla programmata realizzazione della circonvallazione sud ma anche ad una riqualificazione della SS13 che ne aumenti significativamente la scorrevolezza, pregiudicata dalla commistione tra il traffico di attraversamento e quello commerciale.

Una condizione difficile da superare stante la difficoltà a realizzare la "gronda nord".

Ciò considerato e rimarcato che si intendono apportare delle modifiche alla pianificazione, prima di battere cassa e passare alla fase attuativa, a nostro avviso il Comune dovrebbe chiarire la sua visione sistemica in materia viabilistica ed urbanistica, coinvolgendo i comuni contermini.

Certo vi dovrà essere un confronto con la Regione, chiamata a cofinanziare in modo prevalente i lavori da fare, ma Pordenone non può rinunciare ad essere propositiva.

Per quanto il punto fermo dell'ospedale in via Montereale non gli sia gradito, riteniamo pertanto che il Sindaco non possa esimersi dal presentare alla città un piano strategico che si ponga l'obiettivo di rendere più vivibile il centro e di ricucire il tessuto urbano separato dalla SS13.

Il primo stralcio da attuare potrà riguardare il nuovo ponte sul Meduna, il cui finanziamento è dovuto dalla Regione.

Per evitare il rischio di procedere in modo scomposto, tuttavia, sarebbe bene che il Sindaco ci dicesse come immagina tutto il resto.

Per stimolarlo sul tema abbiamo presentato l’allegata mozione.

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