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a Pordenone Si è da poco conclusa la campagna referendaria contro la privatizzazione
dell’acqua: un’entusiasmante esperienza che dal 24 aprile ha inondato ogni
angolo del Friuli Venezia Giulia di banchetti per la raccolta di firme, di
incontri, di iniziative di sensibilizzazione a favore dell’acqua pubblica,
alle quali hanno partecipato anche molti rappresentanti del PD locale.
Uno straordinario sussulto di democrazia partecipativa che dal basso, in
modo trasversale, ha impegnato sul territorio regionale centinaia di donne e
uomini di tutte le età, esperienze e culture, che si sono sentiti
spontaneamente uniti in questa campagna a favore dell’acqua pubblica.
Un successo di partecipazione confermato dai risultati delle firme raccolte
e certificate a sostegno dei tre quesiti referendari: 1.401.492 in tutta
Italia e 34.408 in Friuli Venezia Giulia. Esattamente il doppio di quanto si
erano prefissi gli organizzatori della campagna referendaria.
Un risultato che è solo l’inizio di quella che, dopo i passaggi di
approvazione dei quesiti da parte della corte di Cassazione, sarà la
campagna referendaria vera e propria – hanno commentato i referenti del
Comitato Promotore FVG - che ci vedrà impegnati ancora più capillarmente per
convincere tutti i nostri concittadini ad andare a votare. Chiederemo
inoltre anche alla Regione e al presidente Tondo di tenere in considerazione
la richiesta di questi 34.408 cittadini del Friuli Venezia Giulia di
mantenere pubblica la gestione del servizio acquedotti, riappropriandosi di
una sua competenza, illegittimamente scavalcata dal decreto Ronchi.

In Provincia di Pordenone hanno firmato 5700 persone.

Circa 200 Pordenonesi hanno firmato la petizione, grazie.

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