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prefetturaABOLIZIONE DELLA PREFETTURA

Il Partito Democratico di Pordenone esprime forte preoccupazione per la ventilata ipotesi di abolizione della Prefettura, della Questura e del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, in attuazione del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, per le ricadute che tale provvedimento potrebbe avere sul territorio, senza trascurare il possibile ridimensionamento di altri Uffici ministeriali (Lavoro, Beni Culturali, Economia, ecc.), Agenzie, Inps e Inail.

Abolire tali Uffici significa infatti eliminare o ridurre tutti quei servizi espletati dallo Stato sul territorio, con particolare riguardo all’ordine e alla sicurezza pubblica, al soccorso pubblico ed alla difesa civile, all’immigrazione ed alla cittadinanza, alla depenalizzazione, alle licenze di polizia, al raccordo con gli enti locali, ai servizi elettorali, nonché a tutta una serie complessa di procedimenti e di attività (circa 270) che interessano anche le categorie economiche e produttive.

Il Partito Democratico inoltre, raccogliendo le istanze della città e del territorio provinciale, esprime forte perplessità sui criteri adottati dal Ministero dell’Interno per la scelta delle Prefetture da abolire. Constatando che in Friuli Venezia Giulia non sono coinvolte dalla riorganizzazione le sedi di Gorizia, Trieste e Udine, il PD di Pordenone chiede che si proceda con determinazione alla creazione degli U.T.S. (Uffici Territoriali dello Stato) quali punto di contatto unico tra amministrazione periferica dello Stato e cittadini, così come previsto dalla legge 7 agosto 2015 n. 124 recante deleghe al Governo in materia di riorganizzazione della Pubblica Amministrazione. E’ infatti urgente rassicurare la cittadinanza che i servizi attualmente garantiti dalla Prefettura, dalla Questura e dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco non verranno meno, e che le finalità della riforma della P.A. non vanno nella direzione di declassare il territorio del pordenonese, già fortemente impegnato con la realizzazione di riforme radicali (il primo in Regione ad abolire la Provincia), ma in quella di una più efficiente redistribuzione dei servizi. E’ necessario e urgente allora che vengano date rassicurazioni alla cittadinanza:

- fornendo informazioni corrette e puntuali sulle conseguenze per Pordenone e provincia dell’abolizione della Prefettura e degli altri Uffici del Ministero dell’Interno;

- dando corso ad una equa e razionale realizzazione delle riforme, in modo che Pordenone ed il suo territorio non siano relegati ad un ruolo di subalternità rispetto a Udine, a Trieste e Gorizia;

- impegnandosi affinchè, in qualunque caso, sia garantita la presenza permanente sul territorio degli sportelli per lo svolgimento degli specifici servizi prestati dagli Uffici in questione e non sia ridotto l’attuale livello di sicurezza. Il Circolo del Partito Democratico di Pordenone chiede che i suoi rappresentanti istituzionali, dal livello comunale a quello nazionale, si facciano prontamente interpreti delle richieste riportate in questo documento portandole all’attenzione delle sedi adeguate, facendosi così da tramite tra il governo nazionale, l’amministrazione regionale e il territorio pordenonese.

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