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Il processo di formazione del Partito Democratico (PD) si sta sviluppando ancora con poca fluidità, ma le scelte definitive su statuto e tesseramento, daranno nuovo vigore ad un processo di consolidamento in questa fase molto delicata. Molti ancora restano dubitabondi, in attesa di capire quali saranno le scelte di valori del nuovo soggetto politico: ma non si tratta di carenza di riferimenti, piuttosto di crisi di abbondanza, dato che ex-partiti come Margherita-DL e Democratici di Sinistra viaggiano con bagagli ricchi di esperienze di solidità affermata nel tempo e il nuovo che si affaccia nel partito democratico reclama rinnovamento di modi e stili. La fase di costruzione è lunga, soprattutto dopo la sconfitta elettorale di aprile.
In città, anche se per ora non lo si apprezza, le forze del PD sono vivaci e acquisiranno vigore e propositività nei prossimi mesi: l'assemblea cittadina conta da febbraio in tutto ben novanta componenti e sta per diventare operativa col suo gruppo politico.

Per i fanatici dell' efficientismo si potrebbe dire che la sua costruzione sia stata molto lenta, dato che già ad agosto ci sono stati i primi incontri di avvicinamento. Vivendola dall'interno, invece, il lungo periodo è stato fondamentale per contemperare scelte elaborate e condivise, in un'ottica di rispetto per tutte le sue componenti.

E con ciò vengo al dunque e cioè alle componenti del PD in città: ho sempre considerato Pordenone un contesto politico del tutto originale, con liste civiche e sindaco che, ricchi di un progetto di città profondamente alternativo rispetto al passato, hanno saputo dare un volto nuovo alla qualità della vita in città; efficacia amministrativa, spinta innovativa e compostezza di maggioranza sono stati la formula vincente anche in una città comunque conservatrice. Da sempre il PD cittadino ha cercato di coinvolgere nel processo di ripartenza queste solide forze propositive e che, nella loro autonomia, hanno inteso partecipare anche nella fase delle primarie e in quella elettorale, proponendosi anche con candidati forti.
Una delle questioni dirimenti che si sta attualmente dispiegando all'interno della Commissione Statuto anche a livello regionale è quella relativa alla doppia appartenenza, in qualche modo legata alla verifica, rapidamente rientrata, che il sindaco Bolzonello e il Fiume hanno inteso lanciare qualche settimana fa: può un membro della Lista Civica il Fiume partecipare ai lavori del PD e condividerne le scelte?
E' un quesito fondamentale per il nostro circolo, impostato per accogliere tutti i contributi costruttivi che arrivano dalla società civile, ma che tuttavia potrebbe portare delle contraddizioni interne e anche faticare a trovare delle modalità attuative all'interno di uno statuto che ha l'obiettivo di fondare una chiara identità e all'interno del quale trova già posto, com'è naturale, l'impossibilità di appartenere a due partiti diversi. Ancora più fondamentale se si considera che un partito che voglia rilanciare la partecipazione, ha un compito complesso: raccordare ed integrare percezione del territorio(città) e visione di insieme (provincia,regione, stato).
E per ciò abbiamo dato pieno mandato ai membri pordenonesi in seno alla Commissione Statuto Regionale, che dovrebbe proporre all'approvazione dell'Assemblea il suo testo, affinché si tenga nella dovuta attenzione la "partecipabilità" delle liste civiche al Partito Democratico, che vogliamo aperto, pluralista ed innovativo,
E' per ciò che vogliamo ribadire alla città la volontà di continuare a raccogliere e a valorizzare tutti coloro che hanno a cuore la qualità democratica della vita politica e non solo in città.

Pordenone, 27.6.08
Walter Manzon
(segretario del Circolo cittadino del Partito Democratico)

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