Pordenone conservi la sua natura di citta' sicura e vivibile.

Questa la posizione del Partito Democratico cittadino, che esprime ferma condanna per i recenti episodi di aggressione contro le forze dell'ordine da parte di giovani stranieri che hanno evidentemente manifestato comportamenti inaccettabili e che al momento si trovano in stato di fermo. Piena solidarietà quindi alla polizia municipale, alle forze dell'ordine e agli steward della sicurezza. L'episodio però, che purtroppo comincia a non essere più un caso isolato, pone  il problema della gestione di queste persone che non sono ospitate n'è alla Monti ne' al dormitorio di Porcia, che con ogni probabilita' sono fuori progetto e che quindi rientrano nella categoria dei senzatetto. Dormono all'adiaccio, al Bronx o al Cotonificio, fanno un solo pasto al giorno grazie alla Croce Rossa, non hanno un riparo per il freddo e sono esposti alle malattie. 

Agli Iscritti ed Elettori del Partito Democratico
 
Buongiorno a tutti
 
Come certamente avrete saputo, sabato 13 gennaio intorno le 20 è avvenuto un episodio gravissimo a Pordenone: sono stati presi a sassate e infranti i vetri di 5 auto dei volontari della Croce Rossa, impegnati a quell’ ora nella distribuzione di cibo ai senzatetto.
Il Partito Democratico, nel sostenere in modo convinto l’attività della CRI , intende manifestare concretamente la sua vicinanza promuovendo una RACCOLTA quale contributo per le spese che i volontari e la struttura dovranno sostenere per riparare il danno subito.

Dal primo dicembre è possibile richiedere il reddito d’inclusione. Si tratta di una misura nazionale di contrasto alla povertà che potrà, almeno in prima battuta, interessare circa 500.000 famiglie: entità del contributo mensile, 485 euro. La misura, inedita nel panorama del welfare nazionale, arriva però “in ritardo” rispetto al Friuli Venezia-Giulia.
Già dal 2015, infatti, la Giunta Serracchiani (con uno stanziamento di quasi 40 milioni) ha approvato la misura attiva di sostegno al reddito, consistente in un contributo economico (550 euro al mese per 12 mesi rinnovabile solo una volta) per sostenere quelle famiglie in difficoltà con un ISEE non superiore a 6.000 euro annui.

Vandalismo Croce Rossa Pordenone 2Non ci sarebbe alcuna azione organizzata dietro il danneggiamento di alcune auto della Croce rossa avvenuto sabato sera, 13 gennaio, a Pordenone. È l'ipotesi investigativa più accreditata dai carabinieri che stanno svolgendo le indagini. Si pensa che ad agire sia stato un unico soggetto, probabilmente un balordo, alterato dall'alcol. Al vaglio dei carabinieri le immagini delle telecamere. Prende corpo l'ipotesi che ad agire sia stato un balordo Le auto danneggiate sono in tutto cinque, ma solo una aveva la livrea della Croce rossa, gli altri erano mezzi civilì che appartengono a due volontari della Cri e a due ignari cittadini che abitano in zona. I militari dell'Arma stanno vagliando le testimonianze di alcune persone che hanno assistito al lancio di pietre, stanno visionando le immagini della videosorveglianza e stanno verificando la posizione di alcune persone seguite dalla Croce Rossa che possano avere avuto recentemente degli screzi rispetto ai servizi erogati di distribuzione di cibo e di vestiario. Nel frattempo, il mondo politico si è diviso sulla faccenda. Da un lato c'è il dito puntato contro l'amministrazione comunale da parte del centro sinistra che condanna la politica del sindaco Ciriani, dall'altra la solidarietà nei confronti della Croce Rossa.

Un’ulteriore interrogazione al ministro dell’Interno – dopo quella presentata due anni fa ad Alfano –, Marco Minniti, per avere una risposta sulla carenza delle forze dell’ordine. A presentarla il parlamentare del Pd Giorgio Zanin.

«La presenza di addetti alla sicurezza diffusa sul territorio – spiega Zanin in una nota – è la forma indispensabile per assicurare sia il senso di sicurezza dei cittadini che la possibilità di intervento rapido, condizione quest’ultima assicurata per altro da personale adeguato agli interventi operativi sia in termini di numero che di qualifica, ivi compresi i fattori di ruolo, di grado e di anzianità delle forze disponibili nell'ambito delle unità operative». Sempre con l'intento di estendere la percezione di sicurezza da parte dei cittadini, «a seguito della condivisa valutazione emersa con la segretaria PD Daniela Giust emersa durante la visita al comando della Brigata Ariete», il deputato del pordenonese ha presentato un a emendamento alla legge di bilancio 2017 per chiedere il sostegno agli accordi con le Regioni per la circolazione convenzionata dei militari in uniforme sui mezzi di trasporto pubblico. Una proposta che sembra aver ottenuto il consenso del Governo.

«Dato che Minniti – conclude Zanin – ha mostrato di prendere in seria considerazione le esigenze di sicurezza, con questa interrogazione chiedo al ministro degli Interni di informare il Parlamento sul quadro complessivo delle iniziative che possono essere adottate nell’immediato. Ritengo necessario che il Governo attui un’azione sia in termini di qualità che di quantità per le esigenze di sicurezza del nostro paese. Ciò anche aiutando l’opinione pubblica a distinguere i falsi allarmi, a partire dal “gonfiaggio” di pochi fatti di cronaca che suscitano apprensione anche quando i dati generali dei reati parlano di riduzione».

Liberamente tratto da il Messaggero Veneto 8 novembre 2017

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