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I cambiamenti sono sempre positivi: intervento di fine mandato all'assemblea degli iscritti al circolo PD di Pordenone del giorno 8/2/2014)

E’ trascorso 1 anno e mezzo da quando sono stato eletto segretario del Circolo cittadino del Partito Democratico di Pordenone.
Una bella ed entusiasmante avventura! Sono state tante le cose accadute e molto diversificate avendo abbracciato molti settori e temi, alcuni emergenti ed altri di vecchia data.


Quando ho raccolto il mandato dall’assemblea degli iscritti, un’importante crisi di valori e significati investiva il partito.
A livello locale un’angosciante conflittualità coinvolgeva il PD nettamente scisso tra il gruppo degli amministratori e il resto del circolo. Una vera crisi di identificazione e compenetrazione che, in qualche modo, paralizzava il processo di sintonia che, necessariamente, doveva avvenire.
Indubbiamente, l’evoluzione che a livello generale il partito ha subito (ed allora era in pieno dinamico svolgimento) faceva la sua parte ma a quell’epoca il mio pensiero era, e tale resta, improntato alla espressione dialettica di ogni componente e il mio comportamento teso ad evitare la sopraffazione di chiunque su altri, partendo dal principio che valori comuni e visioni della vita di ogni giorno, ci tengono insieme.
Le inziative da me promosse e sempre da voi sostenute, hanno cercato di attraversare i temi della città che richiedono un’espressione della politica. Ricorderete la serie di lavori che abbiamo tenuto nella nostra sede sugli argomenti dell’urbanistica, della sanità, dell’assistenza, della vivibilità, ecc.. e che, in forma seminariale, ci hanno fatto riflettere e convergere su indirizzi che il partito avrebbe intrapreso.
Il tutto sempre nel rispetto del sostegno leale ancorchè mai acefalo e acritico, al sindaco e al governo della città, con la consapevolezza di appartenervi e parteciparne al governo.
Un partito che, nel nostro circolo, si è aperto alla massima partecipazione e coinvolgimento di ogni persona ne volesse far parte e capace di proposizioni costruttive, ma anche del lavoro attivo: si perché essere segretario del circolo presuppone anche una grande propensione alla fatica e al sacrificio del proprio tempo personale!
Un partito che ha voluto saputo resistere alla lusinga della poltrona: mai come in questo periodo, nessuna forzatura è stata fatta sul sindaco e/o sul sistema dei poteri per “esigere” (se così si può dire) rendite di posizione in questo e o in quell’organismo pubblico pur rimanendo, con un umano risentimento; alla finestra ad osservare come si consumassero (in alcuni casi) i vecchi riti della vecchia politica, quella cattiva, cui speriamo di non assistere più nel nostro partito.
Già perché su questo resto chiaro: la politica deve restare al centro della nostra vita ma deve essere BUONA, e dobbiamo farla perché altrimenti qualcun altro la fa anche per noi. E come crede: magari massimizzandola all’opportunismo personale o a favore di pochi.
Abbiamo attraversato in città momenti talora anche più grandi di noi e non proprio esaltanti, ma affrontandoli sempre con onestà intellettuale e condivisione. Siamo il partito che ha inventato le primarie e che le ha celebrate, insegnandole anche agli partiti, e che ha affrontato una crisi di giunta nel governo cittadino sapendone assumersene ogni responsabilità, anche quelle che non ci spettavano: anche quelle che non aveva e che restano da approfondire, come nodi politici, su alcuni temi che saranno sicuramente pregnanti nella formulazione dei programmi elettorali del prossimo futuro.
Un partito che non ha esitato ad esporsi, su temi di civiltà e di cittadinanza universali, aprendosi alle organizzazioni della società civile, per confrontarsi e sostenere; temi che hanno sicuramente fatto “storcere il naso” ad una parte degli iscritti, ma hanno garantito una nostra apertura di credito profondamente egualitaria, che non fosse solo un opportunismo elettorale per attrarre voti di comodo del momento, ma evidenziasse la nostra vera essenza.
I DIRITTI CIVILI ED INDIVIDUALI RESTANO UNA VERA EMERGENZA, NON SONO RINVIABILI E NON SONO MEDIABILI . Sono solo da attuare e garantire.
Qui si ricomprendono tutti, anche il lavoro: ma questo argomento resta certamente da sviluppare e che richiede la nostra collaborazione e massima apertura con i diversi livelli organizzativi, nella consapevolezza dei limiti che possediamo in una tale complessità.
Pari dignità. ai problemi ambientali, della sostenibilità e della vivibilità.

Sono stato aiutato da molti di voi in diversi momenti, ma non posso non ricordare quelle che non hanno mai smesso di farlo (nei nostri “famosi martedì”), consentendomi un confronto continuo: persone meravigliose, che hanno saputo interpretare il mio profondo sentimento di tenerci insieme, pur conservando le proprie specificità: senza di loro non avrei potuto realizzare quello che, a torto o ragione, ho potuto fare per tutti noi.
Tutte persone meravigliose alle quali va anche il mio ringraziamento più sentito e anche l’affetto e la stima. Credo anche che quest’assemblea possa, in particolare, essere orgogliosa e ritenersi soddisfatta per essere stata rappresentata e tutelata da chi ha eletto a propria garanzia, e cioè il suo presidente (Riccardo) e tesoriere (Velia): di loro conserverò il piacere per il simpaticamente puntiglioso rispetto delle regole ma solo a garanzia di tutti, altre al qualificatissimo e raro loro apporto intellettuale.
Un particolare pensiero per Fausto, capogruppo leale e vero gentiluomo, che con grandissima onestà intellettuale e senza pregiudizi, ha svolto un ruolo fondamentale nell’aiutarmi a far comprendere la necessità della sintonia con gli amministratori.

Ma naturalmente grazie a tutti i nostri amministratori che, seppur con la comprensibile diffidenza iniziale, hanno voluto sperimentare il nuovo legame con il popolo di militanti.

Tutte figure di grande rilievo e importante patrimonio del partito.

Ho assunto il ruolo di segretario con la profonda convinzione che si trattava di un impegno transitorio e di servizio: resto disinteressato alla carriera politica, così come resto sempre più convinto che l’attivismo ne debba rimanere lontano, proprio per essere libero e al servizio dei molti con cui si condivide una certa visione della vita. Per questo motivo era già scritta nel mio libro di vita una scadenza, che avrei io stesso proposto per poter completare alcuni percorsi e attivarne di nuovi, anche se in una prospettiva temporale un attimo diversa, ma certamente non oltre 1-2 anni ancora, dal momento che i deliri di onnipotenza sono uno dei pochi difetti che sono riuscito a correggere e che i ricambi sono necessari per apportare ventate fresche e soprattutto proteggano dalle pessime tentazioni di potere che la politica, come poche altre cose, è in grado di offrire a chiunque, me compreso.

Ma stiamo attraversando un momento che ci impone di rivedere le posizioni di tutti e che non può non essere anche un’occasione di scelta.

E’ noto a tutti, perché alla base della mia partenza, che avrei continuato ad offrire ancora per un po’ la mia disponibilità, solo a patto che non prevalessero altre logiche, che ancorchè legittime e certamente in ampio uso nella c.d. “real politik”, non mi vedono d’accordo.
Lo stesso nostro segretario Renzi ha detto “niente correnti” nel nostro partito. Io l’ho detto 1 anno e mezzo fa , quando vigeva un altro sistema e l’ho attuato nonostante i venti turbolenti.
Per questo motivo, pur soddisfatto dell’impegno profuso, e anche se con tempi prematuramente maturati rispetto a quanto prevedevo, preferisco continuare a vivere il pensiero politico tasfondendolo con coerenza, ogni giorno, nella mia vita personale e professionale, come credo dovrebbe fare ogni persona responsabile, rinunciando alla pretesa di rappresentare la mia idea che, ripeto resa molto personale e di pari dignità con altre, anche se, come iscritto al PD, vien da sé, non posso che apprezzare e sostenere chi con me la condivide.

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