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prefetturaCome e’ inevitabile,  la recente riforma della P.A. tenacemente voluta dal governo Renzi mette in moto una serie di commenti a tutti i livelli e le ricadute della Riforma nei territori saranno significative.

Per quel che riguarda Pordenone, la prevista cancellazione della Prefettura e della Camera di Commercio (che portera' a compimento il suo accorpamento con  Udine) ci mette davanti a una situazione delicata per quel che riguarda la rappresentativita' del pordenonese. Preoccupa, in particolare, l'abolizione della Prefettura, percepita come ulteriore passaggio verso un impoverimento del nostro territorio.

Come ogni cambiamento, anche quello in atto ha bisogno di tempi di sedimentazione. Ma -prima ancora- di passaggi graduali ed equilibrati.

La recente nomina del nuovo Prefetto di Pordenone, conseguente anche alla corale azione svolta dai rappresentanti del territorio  lo scorso mese di gennaio, lascia ben sperare verso segnali di concreta attenzione alle nostre istanze. Nella certezza che ogni riforma, nel suo percorso di attuazione, è perfettibile, confidiamo che la determinante della ridefinizione del quadro di presidio prefettizio nella nostra Regione non si riduca al solo dato transfrontaliero. Capoluogo del  secondo territorio provinciale della Regione con 315 mila abitanti, sede di una base militare coinvolgente aspetti di transnazionalità ben superiori a quelli europei, Pordenone non può evidentemente essere privata della diretta presenza di una rappresentanza dello Stato e di tutti i servizi ad essa connessi.

Il Partito Democratico cittadino e provinciale  non intende in alcun modo accettare una operazione di impoverimento del presidio del proprio territorio ad esclusivo  vantaggio di altre realtà Regionali."

Pertanto, qualora le istanze sopra indicate non dovessero essere tenute in debita considerazione, il Partito Democratico di Pordenone, congiuntamente al PD provinciale, si fara’ promotore di tutte le iniziative utili e necessarie a garantire un bilanciamento  territoriale di rappresentanza e una partecipazione del pordenonese alla ridefinizione dei nuovi ruoli della Pubblica Amministrazione a livello regionale.

In altri termini, non spaventano le Riforme in se’, anzi: Pordenone e il territorio provinciale si stanno gia’ adoperando per traghettare (non senza difficolta’) il territorio nella nuova realta’politico-amministrativa delineata dai percorsi di Riforma voluti dai governi regionale e nazionale. Ma Pordenone vuole dire la sua nella definizione del nuovo corso , senza subire penalita’ rispetto alle altre realta' regionali, anzi rivendicando per se’ e le nuove Unioni Territoriali le giuste opportunita’ sedendo ai tavoli delle decisioni politiche a livello regionale e nazionale.

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