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transgenderlogoLa disinformazione che sta circolando sul territorio nazionale e anche provinciale a proposito (e a sproposito) della fantomatica teoria gender è a dir poco preoccupante. E lo diventa ancora di più quando questa presunta teoria viene erroneamente abbinata alla Riforma della Scuola.

“È bene dire subito infatti - precisa il segretario del PD di Pordenone e responsabile Scuola Daniela Giust - che tale Riforma (Legge 107/2015) non contiene nessun riferimento alla teoria gender né tantomeno offre spazi per una sua divulgazione (ammesso che tale teoria esista)”.

Si accusa erroneamente la Riforma della Scuola di contenere nell’art.1 comma 16 il lasciapassare per un’educazione all’omosessualità. Niente di più falso.

Chiunque, andando a documentarsi e leggendo direttamente l’articolo citato, potrà essere rassicurato: la Legge in modo trasparente intende garantire l’attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo a scuola l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di ogni forma di discriminazione.

Tutte azioni educative ormai irrinunciabili per una scuola che voglia inserire nella propria offerta formativa una visione completa dello studente, immerso in un contesto di vita dove più di qualche volta le discriminazioni di genere, di religione, di opinione, di provenienza sociale e geografica, sono presenti e incidono in modo significativo anche nella vita scolastica di ogni alunno.

Attrezzare i giovani a difendersi da ogni tipo di discriminazione, educarli al rispetto della persona e di ogni diversità: queste le finalità degli interventi educativi messi in atto dalle scuole anche del nostro territorio, autorizzati dall’Ufficio scolastico regionale e ora sollecitati dalla nuova Riforma.

Niente di più. Senza scavalcare in alcun modo il diritto genitoriale all’educazione. Concludendo, il Partito Democratico ribadisce che, come già affermato dal Ministro della Pubblica Istruzione, non vi è alcun riferimento – nemmeno implicito – alla teoria del gender nella nuova Legge sulla scuola.

Precisazione doverosa, per chiarezza di informazione e a prevenzione anche di futuri tentativi di strumentale disinformazione, peraltro sempre più frequenti e riconducibili a ben determinati ambienti delle opposizioni locali, regionali e nazionali.

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Puppato 4-9-2015

 

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