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Pd, civiche e Cittadini stringono il patto per lanciare un progetto che guardi a tutte le forze moderate.

Il patto è stato firmato, con un impegno reciproco tra gentiluomini e gentildonne e quindi con la parola, nella sede del Pd. Padrona di casa la segretaria Daniela Giust che ha messo attorno allo stesso tavolo{jcomments off}

(con lei il capogruppo Fausto Tomasello e il segretario dei giovani democratici Marco Cavallaro), le liste civiche di ieri, di oggi e di domani. Presenti il Fiume (con Mario Bianchini, Gianni Franchin, Dario Zanut, Bruno Piva e Giacomo Manfrin), Vivo Pordenone (Alvaro Cardin e Roberto Freschi), il Ponte (Gianni Zanolin, Loris Pasut e Francesca Cardin), i Cittadini per il presidente (Orazio Cantiello e Paolo Bergamo) e la costituenda nuova civica che fa capo a Marco Salvador (che si è presentato con una decina di persone tra le quali Alberto Sandrin, la cui candidatura a sindaco resta in pole position) e che potrebbe chiamarsi “La città”. All’appello mancava solo Giovanni Del Ben. Il consigliere non ha intenzione di ricandidarsi il prossimo anno, anche se idealmente sostiene le posizioni del gruppo regionale dei Cittadini e per tanto è considerato “della partita”. L’incontro è stata l’occasione per parlarsi con chiarezza e porre le basi di un cammino comune. L’obiettivo è quello di presentarsi alla città con un progetto nuovo, senza dimenticare la storia di governo degli ultimi 15 anni, valorizzando i risultati ottenuti e facendo anche tesoro delle mancanze. Non una continuità con il presente quindi, ma nemmeno una negazione del passato. Il progetto nato agli inizi del 2000 ha esaurito la sua spinta, è tempo di lanciarne uno nuovo. Grazie a chi è stato presente fino a oggi, ma anche a energie e idee nuove, nel principio della reciproca contaminazione. Superate le diffidenze e anche le antipatie personali – che non mancano – le forze politiche hanno deciso di lavorare per focus group sul programma a ottobre – fase uno – per poi presentarsi alla città a novembre con una serie di incontri aperti (alcuni riservati a opinion leader) dai quali dovrà uscire un programma condiviso e il nome di un candidato condiviso. Un candidato che, nelle intenzioni della base almeno, dovrà essere emanazione quel gruppo e di quel percorso. Ma la nuova “squadra” sa che l’allargamento delle frontiere deve essere maggiore. Sergio Bolzonello, nel primo incontro di coalizione, lo ha detto con chiarezza: i tempi sono cambiati e i confini mentali vanno abbattuti. Non senza però tenere conto del territorio in cui ci si muove. Ecco perché difficilmente la coalizione proverà a includere le forze che stanno a sinistra, mentre sembra per ora maggiormente interessata ad allargare al centro e in particolare a Nuovo centro destra (già partner a livello nazionale) e all’Udc. In questo contesto sarebbe partito il corteggiamento a un uomo della società civile – sondato come possibile candidato sindaco già nel 2011 (ma allora declinò e pare che in questo senso la sua volontà non sia mutata) – considerato possibile pontiere per raggiungere il mondo moderato. Si tratta di Paolo Rossi, dirigente della Bcc, molto attivo nel mondo del volontariato e fratello dell’ex presidente della Provincia, Alberto, che, invece, ha deciso di sposare il progetto di Alessandro Ciriani. Chissà se la corte sortirà effetto.

liberamente tratto da Il messaggero veneto Giovedì 8 ottobre 2015 pagina 19 scritto da Martina Mila

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