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Dopo la marcia di ieri, il Gazzettino raccoglie le dichiarazioni dell’opposizione pordenonese.

«Innanzitutto: di quali doveri stiamo parlando? Il dovere di andare a lavorare? Giusto, ma quel dovere deve poter essere esercitato.
Le marce divisive possono invece istigare una città a incattivirsi.
Ci auguriamo che Pordenone non cada in questa trappola e rinnoviamo al sindaco l’invito a farci conoscere davvero in che modo i profughi che girano per la città saranno messi nelle condizioni di far vedere che sanno rispettare i loro doveri.
Il Partito Democratico non è contrario ad alcune richieste del sindaco: un più rapido riconoscimento dello status, un rimpatrio celere in caso di assenza di requisiti, un rafforzamento di un contingente di Polizia a tutela della sicurezza di tutti. Ma Ciriani avrebbe potuto usare l’occasione del suo monologo per dare segnali di concretezza».

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