«Convinta delle riforme, ma abbiamo ottenuto una serie di bocciature»

Il nuovo segretario dovrà condurre il partito alle elezioni comunali del 2021 

L'amara soddisfazione che il Pd in città, grazie all'effetto Sergio Bolzonello e Nicola Conficoni, ha ottenuto una buona performance alle Regionali, ma anche la constatazione che negli ultimi anni, nonostante una buona semina, poco si sia raccolto: riforme e Comunali, in primis. Così, al termine di una pacata analisi, il coordinamento cittadino del Pd ha deciso di portare queste conclusioni all'assemblea degli iscritti convoncata per il 15 maggio alla quale, peraltro, chiederà il via libera per la convocazione del congresso, verosimilmente in autunno.

E quel momento segnerà anche il passaggio di consegne della segretaria Daniela Giust, non intenzionata a candidarsi per un secondo mandato.I complimenti a Nicola Conficoni, che ha fatto il pieno di preferenze alle Regionali, la «soddisfazione» perché comunque «nonostante la presenza di un centrodestra incattivito» la città «ha riconosciuto a Sergio Bolzonello di aver fatto molto» e l'esame del voto. Il Pd cittadino ha preso atto «della evidente sconfitta, pur avendo ottenuto un buon risultato».E adesso? «Si va a congresso», anticipa la segretaria Daniela Giust. «Dopo due anni di campagna elettorale, dopo che abbiamo accompagnato sul territorio le riforme, dopo che abbiamo affrontato la crisi della componente del Pd non renziana» i tempi sono maturi «per chiedere il congresso comunale». Doveva celebrarsi lo scorso ottobre, ma slittò sul solco del provinciale. Sarà l'assemblea a ratificare la decisione, poi l'appuntamento di settembre.Daniela Giust è intenzionata a passare la mano: la segreteria dura 4 anni quindi la prossima si troverà a gestire le le future Comunali. «La convinzione del percorso fatto impone una riflessione anche a me. Questa è stata una segreteria pro riforme, ora c'è bisogno di rimettere in moto un partito che è stato sinora bocciato». La renziana Daniela Giust è convinta della bontà delle scelte compiute, «ricandidarmi vorrebbe dire rimangiarmele».La "conta" era avvenuta alla rielezione di Matteo Renzi al vertice: i bersaniani, pochi, erano usciti dal partito, agli orlandiani era andato un terzo dei consensi, i rimanenti due terzi all'ala che fa riferimento all'ex presidente del Consiglio. «La mia linea - conclude Daniela Giust - resta questa».Il tesseramento, intanto, continua. Che i nuovi iscritti si avvicinino per portare il Pd nella direzione del cambiamento o in quella del ricompattamento, si vedrà probabilmente al congresso.

Liberamente tratto dal Messaggero Veneto di LUNEDI 7 MAGGIO 2018 Pagina14 scritto da di Enri Lisetto.

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