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Il Csc, un'esperienza da buttare? No, da conservare e, se possibile, replicare, tanto che proprio il Centro dei servizi condivisi è stato scelto dalla Bocconi come esempio di aggregazione da presentare ad altre regioni. E' stato questo uno dei temi che hanno animato lunedì sera il dibattito in consiglio comunale a Pordenone. A sollevare la questione attraverso una apposita mozione con cui ha rilevato alcune negatività e inefficienze del sistema Csc, è stato il consigliere del Pdl Pietro Tropeano.

Vale la pena ricordare che il Centro servizi condivisi è nato alla fine del 2004, per iniziare l'attività l'anno successivo, come consorzio tra Aziende sanitarie e ospedaliere della regione. Il suo compito: accentrare le gare di appalto per le forniture di beni sanitari, farmaci, persino quelle edili. Il ragionamento è semplice: invece di bandire 11 gare d'appalto, ad esempio, per la fornitura di guanti chirurgici, aghi, traversine, cerotti, ecc., ovvero tante gare quante sono le aziende operanti sul territorio (sei sanitarie, 3 ospedaliere, 2 istituti scientifici), ne faccio una sola. Risparmio in questo modo sui bandi di gara, sulla loro pubblicazione, ecc.; aumento le quantità e quindi sono in grado di spuntare prezzi migliori; accentro il personale amministrativo incaricato delle gare e, con passare del tempo, ne diminuisco il numero. Bene tutte queste attività hanno prodotto, per la Regione, e quindi per i cittadini, «un risparmio, nel 2007 - ha precisato il sindaco Bolzonello rendendo noti i risultati del bilancio del Csc relativo all'anno scorso - di 22,8 milioni di euro. Non solo. Il personale amministrativo in servizio in tutte le aziende sanitarie e ospedaliere nel 2004 era di circa 2 mila e 60 unità, a fine 2007 è sceso a mille 880: 158 persone in meno in tre anni». Particolarmente efficienti le procedure di gara del Csc se si considera, inoltre, che a fronte di 420 procedure avviate nel 2007, sono stati presentati solo 10 ricorsi. Dalla sua istituzione il Csc è stato chiamato in causa da un ricorso 23 volte, in 15 casi il procedimento si è concluso a favore del consorzio, 5 sono ancora pendenti e solo 3 hanno visto l'affermazione del ricorrente. Continuando a snocciolare dati sui risultati conseguiti dal consorzio, Bolzonello ha segnalato che nel 2007 i minori costi per la riduzione dei prezzi di acquisto di beni e servizi e la riduzione dei costi di pubblicazione ha raggiunto i 14,2 milioni di euro; altri 7,3 milioni di risparmio sono arrivati dalla centralizzazione delle assicurazioni; i minori costi per la riduzione del personale amministrativo sono stati di 1,2 milioni di euro. Va detto che i rilievi di Pietro Tropeano, Pdl, hanno riguardato anche la qualità di beni sanitari che, a giudizio di molti operatori, non raggiungono i livelli del passato. Ma il consorzio si è mosso anche in questa direzione. E' recente la costituzione di un Osservatorio della qualità incaricato della verifica puntuale sui beni e sui servizi oggetto di appalto. In alcuni casi, dove era stata provata l'insufficiente qualità della fornitura, le merci sono state segnalate e sostituite. Il Csc intende inoltre formare personale sanitario in ogni azienda con il compito di segnalare difformità sulle forniture o problemi di qualità. ELENA DEL GIUDICE

Messaggero Veneto - PORDENONE

01 ottobre 2008

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