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Enzo Scampolo ci ha lasciato il 2 febbraio 2009.

Aveva iniziato il proprio impegno sociale e politico quand’era operaio alla “Zanussi” al reparto “frigo”.

Il primo approcciocon la realtà sociale, sindacale e politica lo ebbe con le ACLI per poi passare alla FIOM CGIL, dapprima come semplice iscritto, poi, nel pieno delle lotte sindacali del ’69 – ’70 come autorevole e riconosciuto esponente del Consiglio di Fabbrica. È stato protagonista, in prima fila, delle principali vertenze sindacali che portarono il Sindacato Unitario a realizzare, proprio a partire dal “caso Zanussi” un nuovo sistema di relazioni industriali che prefigurò percorsi negoziali all’avanguardia a livello nazionale. Fu anche fra i fondatori del nucleo operaio che diede il via alla presenza cooperativistica da cui è scaturito, nel tempo, il colosso della Coop Nordest.

Su richiesta della CGIL di Pordenone passò all’esperienza sindacale a tempo pieno nell’ambito della Federazione Unitaria Metalmeccanici (F.L.M.) come responsabile del settore della meccanica generale ed, in particolare, delle relazioni con le piccole e medie imprese.

Iscrittosi in quegli stessi anni al PCI, fu proprio in quanto operaio e sindacalista di primo piano, che venne indicato come candidato al Consiglio Regionale ove venne eletto per due Legislature consecutive. Il Gruppo Consiliare Regionale del PCI lo elesse Vice Capogruppo nel corso della sua seconda Legislatura.

Anche grazie al suo contributo si devono buona parte delle Leggi Regionali di settore per l’industria ed, in modo particolare, la normativa che intervenne nella fase di crisi più acuta della “Zanussi” che avrebbe potuto avere ricadute ben più pesanti sull’indotto se non vi fosse stata proprio l’azione di concertazione e di sostegno che Scampolo volle perseguire con tenacia ed impegno.

Un esempio quanto mai vivo ed attuale in una fase come quella che stiamo vivendo.

Nello stesso periodo in cui svolse l’attività in Consiglio Regionale ricoprì l’incarico di Capogruppo in Consiglio Comunale a Cordenons (Pordenone), offrendo, anche nel Comune in cui risiedeva, il suo impegno di amministratore.

Al termine dell’esperienza Consiliare la CGIL lo volle nuovamente fra i suoi dirigenti, dapprima entrò a far parte della Segreteria Provinciale di Pordenone durante la gestione di Ruben Colussi, poi assegnandogli l’incarico di Segretario della FILLEA (il Sindacato degli Edili e Legno) nella Zona della Carnia ed Alto Friuli ove, ancora una volta, dimostrando doti di equilibrio e capacità contrattualistica, realizzando importanti Accordi territoriali ed Aziendali, si distinse così da essere nominato Segretario Regionale della stessa Categoria degli Edili e Legno.

Figura non solo dedita all’impegno politico, ma anche vivace ed attento interprete della complessa realtà in cui ha sempre operato, è stato, sia nel Sindacato che nell’impegno politico, in più occasioni precursore ed animatore d’iniziative culturali sia nell’ambito del suo Comune che a livello provinciale: merita ricordare le Mostre d’arte che volle promuovere sia a Cordenons che a Pordenone riuscendo a coinvolgere personaggi di spicco del mondo artistico anche nazionale, come pure la Fondazione del giornale della CGIL Provinciale pordenonese, a dimostrazione d’una mentalità aperta e sempre disponibile a cogliere il nuovo.

Uomo della sinistra riformatrice, e per questo aperto al dialogo ed al confronto, ha vissuto nel Partito Democratico, fino all’ultimo, con passione, una scelta di vita che è stata profonda tanto che ancora lo scorso 18 Gennaio è stato animatore e costruttore della pubblica iniziativa per la costituente del Circolo del Partito Democratico nella Zona di Pordenone Sud.

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