daniela300x450Venerdì 26 giugno è ufficialmente iniziato il “nuovo corso” del circolo Pd di Pordenone, alla cui guida si è insediata Daniela Giust, dopo le dimissioni del mese scorso presentate dall’ormai ex segretario Michele Padovese.

Insegnate di Lettere, già vice di Padovese, Giust è stata eletta il 19 giugno dall’assemblea degli iscritti riunitasi presso la Bastia del Castello di Torre.

Un’elezione che, seppur non unitaria (Daniela ha vinto con 50 voti, contro i 33 ricevuti da Velia Cassan, mentre i partecipanti al voto sono stati 85 sui 132 aventi diritto) trasmette un segnale di continuità rispetto alla segreteria precedente.

Ed è proprio sul profilo della continuità che la neosegretaria concentra le proprie attenzioni: “Il programma è in piena continuità con quello portato avanti da Michele Padovese ed è condiviso da tutte le componenti. Anche in vista delle prossime elezioni già da mesi lavoriamo sui temi e su questi ci confronteremo sia con l’assemblea, che va convocata più spesso, sia con possibili alleati, partendo proprio dai progetti e non dai nomi. In primis dalle liste che governano la città con noi ma siamo aperti ad altre forze che possano essere interessate a condividere un programma di governo”.

Superate le divisioni interne, quindi, l’orizzonte non può che essere la primavera del 2016: all’appuntamento elettorale, occasione di rinnovo di tutti gli organi di governo cittadini,  il Pd dovrà arrivare pronto, unito e capace di federare il centrosinistra cittadino. “Dobbiamo uscire da questo confronto con un Pd forte – avverte Daniela - visto che la destra che sta avanzando non è una bella destra”. Anche a Pordenone.

 

Il Pd si affida a una donna Segreteria a Daniela Giust

La renziana vicina a Zanin vince la conta sulla candidata dei bersaniani Cassan E sulle comunali: «Pedrotti resta la prima ipotesi. Gli alleati? Aperti alle novità»

Davanti al circolo, che ha trasformato l’assemblea in un congresso, ha voluto dare un messaggio forte e chiaro: «Non abbiamo più tempo da perdere». Perché «dobbiamo uscire da questo confronto con un Pd forte visto che la destra che sta avanzando non è una bella destra».

Daniela Giust è il nuovo segretario del circolo cittadino del Pd. E’ una renziana di ferro (vicina a Giorgio Zanin e Chiara Da Giau) – «è ridicolo fare finta di non avere appartenenze – ha detto in assemblea – quando poi sui giornali veniamo indicati come di una corrente o di un’altra» –, ha le idee chiare e l’ambizione di dare autorevolezza a un partito che, tanto a livello nazionale quanto locale, perde consensi. Un compito non facile con una spaccatura sancita dalla conta dell’altra sera (Giust ha vinto con 50 voti su Velia Cassan che ne ha ricevuti 33 mentre i votanti sono stati 85 sui 132 aventi diritto) e dalle ultime sconfitte elettorali. Soprattutto perché la spaccatura interna non riguarda solo la guida del partito, ma anche l’ipotesi di ricandidare Claudio Pedrotti sindaco di Pordenone.

«Quello che è successo l’altra sera non è stato un bello spettacolo, sarebbe stato meglio evitarlo, ma credo che avremo modo di ricucire – dice Giust conciliante –. Il Pd è davvero un partito aperto e trasparente e credo che anche questi confronti lo dimostrino: non penso che in molti partiti questo avvenga».

Università, sicurezza, profughi, sono solo alcuni dei temi che la neosegretaria ha indicato in assemblea: «Il programma – spiegava ieri – è in piena continuità con quello portato avanti da Michele Padovese e che è condiviso da tutte le componenti. Anche in vista delle prossime elezioni già da mesi lavoriamo sui temi e su questi ci confronteremo sia con l’assemblea, che va convocata più spesso, sia con possibili alleati, partendo proprio dai progetti non dai nomi». In primis «dalle liste che governano la città con noi – dice Giust che entrerà anche in consiglio comunale al posto di Maria Bonato –, ma siamo aperti ad altre forze che possano essere interessate a condividere un programma di governo».

Giust sa bene che un nodo da sciogliere sarà quello della ricandidatura o meno del sindaco in carica Pedrotti. «Il sindaco resta il nostro primo interlocutore, nella consapevolezza che esistono posizioni e sensibilità diverse all’interno del partito che saranno coinvolte nel dibattito». Sensibilità che l’altra sera – in buona parte – nel non votare Giust hanno espresso un voto contrario anche a Pedrotti.

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