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Finalmente. Dopo un iter travagliato e reso difficoltoso da tensioni interne, il centrosinistra pordenonese ha il suo candidato sindaco: Daniela Giust, segretaria del Partito democratico cittadino. Si tratta di una conferma: già un mese fa, infatti, il coordinamento dem aveva indicato Giust come propria candidata.

Il profilo, autorevole e competente in pochi giorni aveva ottenuto il via libera anche dalle liste civiche alleate per poi subire un rallentamento a causa di dissidi interni al Pd.

Venerdì 12 e sabato 13 febbraio, tuttavia, l’incoronazione è arrivata direttamente dalla base: sono stati gli iscritti al partito a dare l’ok al nome di Daniela evitando così il ricorso alle primarie.

Su 168 tesserati al circolo cittadino, ben 121 (pari al 72% del totale) hanno detto sì a Giust: largo, quindi, il consenso ottenuto all’interno del  partito, che ha dimostrato unità e determinazione nel chiudere il prima possibile la partita.

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“Ora - chiosa il segretario provinciale Giuliano Cescutti - si parte per la  campagna elettorale con gli alleati delle liste civiche”.

Venerdì sera, in occasione dell’assemblea degli scritti, era stato lo stesso Sergio Bolzonello a spingere per la scelta di Daniela: “Basta giochetti, Daniela Giust è e sarà comunque, a prescindere dall’esito del voto, la nostra candidata. Punto. Apriti alla gente della città e non agli apparati. Tu sei la nostra candidata”.

 La diretta interessata si dimostra altrettanto decisa e commenta così l’esito delle votazioni: “La risposta è chiarissima, ora subito il tavolo di coalizione e si parte. Contrastiamo – ha aggiunto - l’idea di una Pordenone fiacca, è giovane, viva e piena di energie da liberare”.

Questi t tre pilastri programmatici su cui il Pd punterà per riconfermarsi alla guida della città: “Rigenerazione urbana, mettendo bene in pratica il piano regolatore e quello della mobilità sostenibile. Vogliamo che vivere a Pordenone sia un’ambizione alla quale tutti puntano”. Secondo capitolo: “Attenzione al sociale e al welfare, attenti alla riforma sanitaria e alla salute”. Terzo: “L’istruzione: crediamo che qui si giochino le politiche giovanili e il benessere dei nostri ragazzi”.

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