Pd, prova di unità attorno a Bolzonello
Pronti, partenza e via. La campagna elettorale riparte anche a Pordenone.

Il Pd. L'assemblea cittadina dei dem si è riunita l'altra sera per l'analisi post voto. Trasversale il no a un'alleanza con il Movimento 5 stelle, più o meno condiviso il giudizio sull'operato di Renzi, consapevolezza diffusa sul fatto che una tardiva azione del governo sull'immigrazione abbia influenzato il risultato. A prevalere, tuttavia, un patto di non belligeranza per le regionali.Giust. «Questa sconfitta ci fa bene per ricompattarci. Abbiamo la necessità di fare i congressi dei circoli, ma in questo momento l'urgenza è serrare le fila per le regionali

- è stato il monito della segretaria Daniela Giust - Ora non abbiamo tempo per aprire un'analisi al nostro interno. Abbiamo un candidato forte e convincente e in città esprimiamo due candidati di esperienza come Mazzer e Conficoni».

I candidati. «Quando Bolzonello mi ha chiesto di dare una mano - ha spiegato Mazzer -, non ho potuto dire no perché so quanto e come lavora. Questa città ha avuto il suo rinascimento quando abbiamo ascoltato le persone. Oggi il centrodestra fa cose più di apparenza, noi abbiamo sempre preferito la sostanza, anche se non sempre siamo stati capiti». Bolzonello «non è importante perché fa gli interessi di Pordenone, ma perché può finalmente costruire un modello policentrico di Regione, superando il dualismo Udine-Trieste». Conficoni, pur richiamando il partito alle sue radici, alla vicinanza alle persone e non alle élite, ha guardato con ottimismo la sfida. «Nel 2001 il centrodestra vinse con 11 punti in più alle politiche, un mese dopo Bolzonello diventò sindaco di Pordenone. Mai arrendersi, bisogna combattere»...

(Liberamente tratto dal Messaggero Veneto di DOMENICA 18 MARZO 2018 Pagina24 scritto da Martina Milia)

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